Risparmia energia con la casa passiva

Il termine casa passiva deriva dalla parola Passivahus, un’espressione della lingua tedesca riconducibile anche al termine passive house in inglese. In entrambi i casi si fa riferimento ad un’abitazione capace di assicurare ai suoi abitanti l’isolamento termico senza una fonte di calore supplementare. In sintesi, è una casa che non necessita del canonico impianto di riscaldamento come termosifoni o caldaie ma sfrutta la sostenibilità in tutte le sue accezioni. Si è parlato per la prima volta di questa casa nel maggio 1988 quando è nato il protocollo Passivhaus grazie alla collaborazione tra Bo Adamson ed il tedesco Wolfgang Feist. La prima casa, a seguito del protocollo, è stata costruita nel 1991 nel quartiere Kranichstein a Darmstadt da Wolfgang Feist. La prima casa passiva pluri-familiare, invece, è stata costruita nel 1999 a Friburgo segnando l’inizio di una veloce proliferazione di strutture in tutta la Germania.

Come funziona una casa passiva

La costruzione è rivoluzionaria sin dalle fondamenta, quando si costruisce un cappotto termico, ovvero il rivestimento isolante sulla parte esterna delle pareti dell’edificio in grado di isolarla completamente. Dopo questo primo step si passa agli elementi verticali, le pareti esterne leggere. Per mantenere costanti le temperature interne, vengono realizzati dispositivi a ventilazione meccanica forzata e un doppio sistema di tubature con il circuito in entrata e in uscita. L’aria calda in uscita viene convogliata verso lo scambiatore di flusso dove l’aria fredda riceve calore prima di rientrare. In alcuni sistemi sofisticati la stessa aria passa anche attraverso una pompa di calore che usa energia geotermica subendo un ulteriore riscaldamento.

Isolamento termico e finestre termiche

L’isolamento termico all’interno di una casa ha lo scopo di creare una sorta di “barriera”. L’isolamento è fondamentale, in particolare d’estate, per proteggere dal caldo. Sono ottimali per eliminare le entrate d’aria anche provenienti dall’esterno, che producono il 25%-30% di dispersione termica. Se l’isolamento viene fatto nel mondo giusto, si otterrà anche un isolamento acustico con la conseguente eliminazione di vibrazioni all’interno degli ambienti abitati. Le finestre termiche riducono la dispersione del calore e permettono di recuperarlo dall’irraggiamento solare. Le finestre, fatte da vetri spessi il triplo, anziché il doppio, devono essere costruite seguendo regole precise: vetraggio altamente termo-isolante, giunto perimetrale ottimizzato sotto il profilo termico, telaio ad alto isolamento termico.

Ventilazione, riscaldamento e acqua calda

La casa passiva in muratura garantisce anche un sistema di ventilazione meccanica controllata, partendo dal recupero di calore ed acqua. Per quanto riguarda quest’ultima, si sfrutta l’acqua piovana che, attraverso un sistema di raccolta, stoccaggio e riciclo sfrutta direttamente ciò che “piove dal cielo”. Un impianto idrico parallelo permetterà di annaffiare le piante, il giardino, lavare pavimenti e tutto ciò che serve. Con un impianto di ventilazione e deumidificazione, che sarà capace di controllare la qualità dell’aria degli ambienti, si potrà avere un ricambio anche a finestre chiuse. Si tratta di un sistema di ventilazione meccanica, denominato VMC, e progettato per fornire oltre 30 m3 di aria pulita per ogni persona. Il sistema di ventilazione serve anche ad uniformare la temperatura nelle diverse stanze, cercando di evitare la dispersione di calore in quelle stanze dove serve meno caldo (ad esempio il bagno) per cederlo a quelle che ne hanno più bisogno. Una casa passiva usa solo il 10% del calore che viene utilizzato per riscaldare un edificio alla “vecchia maniera”.

Esposizione al sole

Il sole è un elemento fondamentale per la casa passiva. La sua stessa struttura sfrutta l’energia solare grazie all’uso di un impianto fotovoltaico. La casa utilizza l’aria calda ricavata dalle sorgenti di calore passive per alimentare una grande fetta della richiesta di calore. Per ottenere un fabbisogno energetico adeguato c’è quindi bisogno di un sistema isolante capace di trattenere il calore in inverno e rilasciarlo d’estate.

L’importanza delle energie rinnovabili

La casa passiva sfrutta le energie alternative e rinnovabili garantendo il risparmio energetico. Si pensi che all’interno di una stessa progettazione si uniscono sistema fotovoltaico, recupero idrico, bio-compost-toilets e geotermico. I pannelli solari, tra le altre cose, permettono di riscaldare l’acqua per uso sanitario ed il mini-eolico l’approvvigionamento dell’energia elettrica.

I costi e vantaggi

I costi della costruzione di una casa passiva variano in base a particolari elementi:

  • metratura dell’abitacolo,
  • tecnologie di costruzione,
  • materiali costruttivi,
  • caratteristiche specifiche dell’abitazione,
  • tipologie di vetratura e aperture,
  • impianti e sistemi di fonti rinnovabili (es. pannelli solari),
  • soluzione casa prefabbricata.

I costi, grosso modo, si aggirano attorno ai 2.000 euro/mq, tenendo presente che il prezzo della casa può essere recuperato nel giro di pochi anni grazie ad una riduzione dei costi dell’energia: la bolletta elettrica può subire un abbassamento di circa l’80% e Il costo può variare dai 15 ai 25 euro mensili.

Risparmia energia con wekiwi

Il risparmio legato alla costruzione di una casa passiva è concreto: nelle case isolate c’è bisogno di 1,5 litri di carburante per metro quadrato di superficie abitativa, mentre in una casa “tradizionale” per il solo riscaldamento se ne usano 10-12 litri. Si tratta quindi di un risparmio pari circa al 90%.

Inoltre, affidandosi ad un operatore come wekiwi, il primo operatore smart per la gestione della bolletta, accrescono i vantaggi tra cui: un sistema di carica mensile, un’app dedicata alla gestione dei consumi ed offerte per luce e gas, ma anche la possibilità di installare sulla propria abitazione un impianto fotovoltaico al fine di garantire la massima efficienza energetica.

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