Come cambiare il fornitore di luce e gas

Nel corso del tempo, i cambiamenti legislativi hanno contribuito a modificare profondamente il mercato della fornitura di energia elettrica e gas. Il regime di monopolio che all’inizio caratterizzava questo settore è venuto pian piano meno permettendo sempre di più ai consumatori di scegliere liberamente l’offerta più soddisfacente per le proprie esigenze. Oggi cambiare il proprio fornitore di luce e gas è possibile e soprattutto facile: vediamo subito come in pochi semplici passaggi.

Mercato Libero o Maggior Tutela: quali le differenze

Attualmente il mercato della fornitura di luce e gas si divide in due versanti: quello della Maggior Tutela e quello del Mercato Libero.
Lo Stato, che mediante Enel ed Eni era attore unico di quel comparto, dai primi anni del 2000, rinuncia al regime di monopolio per la produzione e distribuzione di luce e gas.
Questo provvedimento apre alla libera concorrenza: sul mercato appaiono nuovi gestori, ognuno in grado di garantire servizi simili ma con caratteristiche e, soprattutto, costi diversi, specifici per una particolare nicchia di consumatori.
Questi ultimi, invece, non sono più legati, vita natural durante, allo stesso fornitore, ma possono scegliere liberamente offerte e tariffe non più fisse. Come per tutti gli altri settori economici, infatti, queste subiscono modifiche e cambiamenti a seconda dell’andamento del mercato.

Al contrario, le condizioni contrattuali ed economiche legate al servizio di Maggior Tutela rimangono fisse e sono stabilite trimestralmente da un ente esterno, l’AEEGSI, l’autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

Come attivare un nuovo contratto luce e gas e disdire il precedente

Per cambiare fornitore di luce e gas, il consumatore non deve far altro che scegliere l’offerta più conveniente tra le tante presenti sul mercato.
A questo punto potrà sottoscrivere un nuovo contratto e il nuovo gestore dovrà consegnare, nel più breve tempo possibile, una copia leggibile del contratto, un foglio informativo e una scheda utile al confronto dei prezzi tra i diversi operatori.
Il vecchio fornitore non può opporsi a questa decisione né tanto meno imporre costi, se non quelli espressamente previsti dalla disciplina in materia.
Sempre il vecchio gestore è tenuto a completare la procedura di interruzione entro i termini previsti dalla legge (oscillano tra 1 e 2 mesi). Ad esempio, se la richiesta di disattivazione è comunicata il 3 marzo, il gestore ha tempo fino al 30 aprile per completare la procedura.

I documenti necessari per cambiare fornitore di luce e gas

Sarà il nuovo operatore a occuparsi di tutte le procedure tecniche e amministrative riguardanti la disdetta della vecchia fornitura e l’attivazione della nuova.
Il consumatore, invece, una volta manifestata la sua volontà di cambiamento, dovrà semplicemente comunicare i dati dell’intestatario della bolletta, il nome dell’attuale fornitore, l’importo dell’ultima bolletta, il proprio indirizzo e il codice POD per l’energia elettrica (o PDR nel caso si tratti di gas).
Completano la procedura: l’indicazione di un recapito telefonico o di un indirizzo e-mail e, nel caso si voglia procedere al pagamento tramite addebito in conto corrente, la trasmissione del codice IBAN per la domiciliazione bancaria.

Costi e tempistiche

Il passaggio da un mercato all’altro (da Maggior tutela a Libero o viceversa) è pressoché gratuito. Tutti i costi – minimi – sono espressamente previsti dalla Legge e dal codice di condotta commerciale. Non è il vecchio fornitore a poterne imporre di suoi ed è sempre il contratto firmato a tenere fede.
Passare da un mercato all’altro comporta un costo di 27 euro nel solo caso in cui siano passati meno di 12 mesi dalla stipulazione del precedente accordo. Si tratta di una somma una tantum che il vecchio fornitore potrebbe richiedere al nuovo, e che il cliente potrebbe vedersi addebitata.

Il passaggio dal Mercato Libero a quello di maggior tutela comporta il solo costo della marca da bollo. Potrebbero inoltre essere previste penali di disdetta (nel caso fosse anticipata) e costi di disattivazione. Essi, se ci sono, si trovano indicati sul contratto che si intende disdire.
In alcune occasioni, il fornitore subentrante potrebbe richiedere un deposito cauzionale da versarsi, in parte al momento della sottoscrizione e, per l’eccedenza, rateizzato nelle bollette successive. Molti gestori, però, evitano di richiederlo in caso di pagamento della bolletta con addebito su conto corrente.

E passare da un gestore del mercato libero a un altro dello stesso regime? I costi, se ci sono, sono indicati espressamente nel contratto da interrompere.
I tempi, invece, possono variare da 1 a 2 mesi, ma mai eccedervi. L’utente, inoltre, non si troverà mai sprovvisto di copertura e l’interruzione della vecchia fornitura avverrà solo quando il nuovo gestore sarà pronto a garantire l’erogazione di luce o gas al nuovo cliente.

La libertà di navigare tra offerte e tariffe diverse

Il mercato dell’energia elettrica e del gas è più che mai libero e attivo, soprattutto in rete, dove è possibile trovare alcune delle offerte più interessanti.
Ad esempio, nel caso di wekiwi si propone un modo nuovo di gestire il proprio consumo energetico e di gas: interamente online grazie al sito e all’app con cui è possibile controllare costantemente i propri consumi e le tariffe applicate. La novità di wekiwi, in particolare, consiste nell’innovativo sistema di Carica Mensile che permette di scegliere anticipatamente l’importo delle fatture e la loro periodicità (da bimestrale a quadrimestrale), eliminando definitivamente le tanto spiacevoli bollette forfettarie.

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