Consumi quotidiani e risparmio energetico: quanto consuma un pc o ricaricare un cellulare?

Computer e smartphone sono ormai entrati nell’uso quotidiano, ma quanto ci costano in bolletta e come possiamo limitare i consumi e al contempo risparmiare? Ecco alcuni semplici accorgimenti per tenere sotto controllo i costi in bolletta.

Quanto consuma un pc?

Ogni considerazione sull’effettivo consumo di un computer non può che essere speculativa in quanto, a parte la variabile delle ore in cui il computer rimane acceso, il consumo è anche determinato da numerosi altri fattori quali il modello di computer, le sue prestazioni, le caratteristiche del monitor e della scheda video. Ognuno di questi consuma in modo diverso a seconda della diversa attività che svolge e dell’orario in cui la svolge.

Facciamo un esempio per semplificare la questione: la ventola del computer consuma elettricità a seconda della velocità a cui gira che non è sempre la stessa; ciò comporta l’impossibilità di determinare valori fissi. Anche per quanto riguarda il modello, un apparecchio di medie prestazioni, adatto a lavori meno impegnativi, consumerà meno di un modello a prestazioni elevate.

Fatte queste premesse, cerchiamo comunque di dare un’idea approssimativa di quanto un PC possa incidere sulla nostra bolletta. E’ innanzitutto il computer fisso quello a più alto consumo energetico, rispetto a un notebook o a un laptop. Ogni PC, per legge, deve essere dotato di un’etichetta su cui è riportato il massimo consumo di energia, nonostante poi questo consumo non venga quasi mai raggiunto. Ad esempio, se poniamo un consumo pari a 300 watt, è probabile che il PC giunga, a pieno regime, a circa 120 watt. In linea teorica, comunque, un computer medio a riposo consuma intorno ai 65 watt mentre in pieno utilizzo arriva intorno ai 200 watt. Naturalmente il consumo varia molto anche in base al monitor e alla scheda video che quando è attiva può raggiungere anche i 100 watt.

Quanto consuma ricaricare un cellulare?

Il cellulare, ancor più del PC, è ormai parte integrante della nostra vita. Ognuno in famiglia possiede il proprio e spesso si mettono in carica, anche più di uno alla volta.

Un caricabatterie classico ha una potenza che va dai 3 ai 7 watt, quindi ipotizzando un utilizzo di 2 ore circa si consumeranno da 0,006 a 0,014 Kw all’ora. Spesso, però, si lascia il dispositivo in carica anche per un tempo superiore o per tutta la notte, ad esempio. In questi casi, quando cioè si prolunga la carica, si vanno a consumare altri circa 2/4 Kw all’ora. Naturalmente il consumo varia da modello a modello e dall’usura del caricabatterie.

Qualche consiglio per risparmiare

  • Quando non utilizziamo il computer, ricordiamoci di spegnerlo. Nel caso in cui non sia possibile, impostiamo sempre lo stand by automatico che entra in azione dopo un certo tempo di inattività.
  • Teniamo in carica il cellulare solo per il tempo necessario e non oltre o addirittura tutta la notte perché continua a consumare.
  • Assicuriamoci di staccare sempre il caricabatterie dalla presa dopo averlo utilizzato.

Dall'America una nuova super batteria

Uno studio, pubblicato sulla rivista ACS Nano, ha rivelato che un gruppo scienziati esperti in nanotecnologie dell’Università della Florida ha messo recentemente a punto una nuova invenzione che ci permetterà di ricaricare i nostri dispositivi mobili in pochi secondi e solamente una volta a settimana. Il team di ricercatori, guidati da Yeonwoong ‘Eric’ Jung, ha infatti sviluppato dei super condensatori flessibili che sarebbero in grado di immagazzinare energia molto più rapidamente rispetto alle tradizionali batterie al litio.

Ciò avverrebbe grazie a nuovi materiali bidimensionali dallo spessore di un atomo, in realtà noti già da tempo, ma che finalmente si sono riusciti ad integrare con materiali tradizionali negli attuali sistemi, in modo da sfruttarne le incredibili potenzialità.

Il passo in avanti compiuto nell’Università americana rispetto ai precedenti tentativi è stato reso possibile grazie ad un inedito tipo di approccio che ha sfruttato la sintesi chimica per creare dei condensatori realizzati con fili dal diametro microscopico (si parla di milionesimi di millimetro), che facilitano lo spostamento degli elettroni rendendo la carica più veloce, rivestiti da materiali bidimensionali che permettono una maggiore densità di energia e potenza.

Un’innovazione che garantisce anche una stabilità di ricarica per più di 30.000 cicli! Un bel passo in avanti rispetto ai 1500 cicli che tradizionalmente sono in grado di sostenere le batterie al litio.

«Non è ancora pronto per la commercializzazione» ha ammesso lo stesso Jung «ma rappresenta un’importante prova di principio: il nostro studio dimostra il forte impatto che potrà avere su molte tecnologie».

Una scoperta tutta da brevettare che promette di migliorare non solo il settore degli smartphone ma anche quello delle tecnologie indossabili e delle auto elettriche.

Infine, un altro aspetto che certamente fa la differenza è la possibilità di tenere sempre sotto controllo i propri consumi per evitare spiacevoli sorprese in bolletta. Ad esempio, con la Carica Mensile wekiwi è possibile scegliere la propria soglia mensile di consumo sulla base delle proprie abitudini ed esigenze ed evitare così l’invio di bollette forfettarie. Inoltre, attraverso l’App si è sempre informati sul consumi reali e nel caso questi non corrispondessero alla Carica scelta è possibile modificarla in pochi e semplici click.

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