Come attivare un contratto luce?

Contratto energia elettrica: ecco il punto della situazione

L’avvento del mercato libero energetico ha portato una ventata di novità per quanto concerne la sottoscrizione dei nuovi contratti. A fronte di un crescente risparmio, aumenta però il senso di disorientamento dell’utente all’apertura di un nuovo accordo di fornitura. Per dirimere ogni dubbio, è bene partire dalle basi del rapporto tra il cliente e l’azienda che prende in carico la fornitura luce. Prima di tutto, il nuovo contratto luce è un documento in grado di siglare l’accordo tra il cliente e il fornitore del servizio. È bene ricordare che tale contratto deve sottostare alle leggi dello Stato, pertanto, il cliente ha diritto di tutela secondo quanto previsto dal Legislatore. Elementi essenziali per siglare questo accordo devono necessariamente includere:

  • I dati dell’intestatario (codice fiscale, carta d’identità e recapiti),
  • gli indirizzi di fornitura (residenza, luogo di fornitura e recapito delle fatture),
  • il codice POD che si trova sulla bolletta luce e anche sugli alcuni contatori elettronici,
  • il codice IBAN per l’addebito diretto in banca della bolletta dell’energia elettrica.

Contratto luce seconda casa: cosa cambia?

Il contratto luce non residente è soggetto a condizioni differenti rispetto alla prima casa in quanto comporta spese aggiuntive. La voce che più grava sul costo della bolletta è infatti quella relativa agli oneri di sistema. Questo è frutto del bisogno di coprire i servizi di trasferimento dell’energia elettrica anche in direzione delle seconde case. Se per i clienti residenti tali oneri risultano scaglionati in due fasce di consumo, per quelli non residenti viene invece applicata una quota fissa annuale.

Attivazione luce, cosa succede quando si apre una nuova utenza?

La prima attivazione non si scorda mai, direbbe chi per la prima volta si è imbattuto nell’allaccio luce. In realtà la procedura non è particolarmente articolata. La procedura di realizzazione di una nuova utenza tecnicamente viene fornita dal distributore di zona. Questo però si occuperebbe della sola installazione tecnica del contatore luce. Nella pratica tutto è invece più semplice. All’atto di sottoscrizione di un nuovo contratto di fornitura, sarà necessario compilare una richiesta direttamente al fornitore. Questo farà da tramite per il disbrigo delle formalità in merito all’attivazione del nuovo contatore elettrico. In seguito all’installazione, il nuovo contatore verrà quindi attivato direttamente da parte del fornitore scelto. Sarà certamente importante distinguere tra le varie offerte presenti nel mercato libero e le tariffe offerte dal servizio di maggior tutela. Per quanto riguarda i tempi di attivazione, il distributore locale è tenuto all’attivazione del nuovo contatore entro cinque giorni dalla richiesta da parte della società di fornitura.

Subentro energia elettrica, cosa c’è da sapere?

Ci si potrebbe trovare nella situazione in cui il contatore è presente ma non è attivo. Tecnicamente l’operazione di riattivazione del contratto prende il nome di subentro. Vi è quindi la necessità di riattivare un contratto che in precedenza era stato disattivato. In questi casi si agisce come nella condizione di attivazione di un nuovo contratto. Tecnicamente come si fa a capire se è necessario un subentro? Semplice, basta sollevare la levetta del contatore. Se l’energia elettrica non verrà erogata, sarà quella la strada da percorrere. Dopo aver scelto la più conveniente tra le offerte luce in corso, basterà effettuare la richiesta di subentro al fornitore scelto. Ovviamente serviranno tutti i dati relativi ad una nuova attivazione. La tempistica non dovrebbe richiedere più di qualche giorno per andare a compimento.

Voltura luce, cos’è e come si fa

Se il contatore della nuova casa è già in grado di erogare energia elettrica, quel che serve è la voltura. L’operazione consiste nella modifica dell’intestatario dell’utenza e del contratto stesso. Il primo passo è procurarsi una bolletta del precedente inquilino. Cosa serve in breve:

  • dati del nuovo utente (codice fiscale, carta d’identità e recapiti),
  • dati del precedente intestatario (nome, cognome e codice fiscale),
  • Indirizzi di residenza, fornitura e fatturazione del nuovo intestatario,
  • codice POD dalla bolletta del precedente inquilino,
  • lettura del contatore,
  • tipo di contratto precedente con relativa potenza in chilowattora,
  • Il codice IBAN per l’eventuale domiciliazione bancaria dell’utenza.

La voltura potrebbe prevedere dei costi a seconda del tipo di contratto sottoscritto. C’è infatti differenza tra mercato libero e a maggior tutela. Gli importi potrebbero variare a seconda del gestore e il passaggio non richiede tempi lunghi: l’intera procedura viene in genere portata a compimento entro un termine di sette giorni lavorativi.

Cambio fornitore energia elettrica… e se fosse possibile online?

Per quanto l’essere ben informati costituisca già una buona parte dei requisiti per l’attivazione di un nuovo contratto di fornitura elettrica, la possibilità di una procedura più agevole può fare la parte restante. Wekiwi è la realtà che ha introdotto la gestione smart della componente energetica a partire dalla sottoscrizione del contratto fino al monitoraggio consapevole e all’ottimizzazione dei consumi. Il contratto luce online è lo strumento che consente l’avvio della nuova utenza direttamente attraverso l’apposita area web. Oltre ai dati di intestazione dell’utenza, al codice identificativo POD, all’indirizzo di residenza, della fornitura e della fatturazione dell’utenza, sarà possibile aggiungere il codice di presentazione. Grazie al meccanismo del passaparola, wekiwi consente un risparmio sui costi della componente energetica: la differenza si vede nel pratico sistema di carica mensile e nella gestione completa tramite l’app in grado di offrire un controllo concreto sui propri consumi.

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