Differenze tra distributore, gestore e fornitore di gas

Il mercato del gas in Italia è organizzato in tre fasi principali: approvvigionamento, trasporto e vendita. Prima della liberalizzazione del mercato, l’intera filiera era gestita in regime di monopolio. Oggi, invece, le attività di gestione e vendita sono separate. Ecco nel dettaglio cos’è cambiato e quali sono i diversi ruoli delle società attive nella filiera energetica.

Distributore di gas: quali sono le sue funzioni

Le aziende di distribuzione del gas sono incaricate del trasporto locale di gas attraverso le reti cittadine. Oltre alla distribuzione gas, si occupano di interventi tecnici sulla rete e sui contatori che vi operano, come la riparazione di un guasto, la verifica dell’impianto o l’allaccio gas dal punto di vista tecnico. Tra le attività di competenza dei distributori gas rientrano anche i servizi di manutenzione periodica e la lettura del contatore gas per conto del fornitore. Se prima il distributore trattava sia la distribuzione che la vendita della materia prima, a partire dal 2003 (l’anno della liberalizzazione del mercato) non è più cosi: oggi i distributori operano nelle proprie aree geografiche per garantire un servizio ottimale nella zona di riferimento.

Gestore di gas: chi è e di cosa si occupa

Il gestore è la società predisposta al dispacciamento del gas sulla rete a grande distanza. Per la gestione dei flussi di gas si avvale delle infrastrutture nazionali, ovvero i metanodotti in alta, media e bassa pressione. Oltre al trasporto in senso stretto, i gestori gas si fanno carico di attività come la verifica di disponibilità presso le fonti di approvvigionamento, il bilanciamento in base alla domanda effettiva e il monitoraggio dei parametri di flusso quali portata e pressione. La manutenzione e il costante controllo del trasporto del gas avvengono proprio grazie al gestore: in Italia, circa il 94% delle reti di trasporto appartengono a Snam Rete Gas.

Fornitore di gas: quali sono le sue competenze

Il fornitore, o venditore, rappresenta l’ultimo passaggio della filiera del gas ed è il soggetto più vicino al cliente. Si occupa della vendita al dettaglio della materia prima, acquistata direttamente dal produttore, gestisce le attività commerciali e amministrative legate alla fornitura gas ed è il soggetto con il quale l’utente finale stipula un contratto per attivare un’utenza. Oltre all’attivazione gas di un nuovo contatore, i fornitori gas gestiscono le operazioni di voltura gas, ovvero il cambio di intestatario di un contratto già attivo, e di subentro gas, vale a dire la riattivazione di una fornitura disdetta dal precedente intestatario.

Mercato libero: una concreta occasione di risparmio

Da gennaio 2003, in conformità alle direttive della Comunità Europea, tutti i clienti del mercato energetico italiano possono scegliere liberamente il proprio fornitore di gas. La liberalizzazione del mercato dell’energia e del gas ha permesso la nascita della concorrenza, con un numero sempre maggiore di società di vendita che propongono un’ampia varietà di offerte e servizi aggiuntivi. A differenza del servizio di tutela, che prevede l’adozione di tariffe stabilite da ARERA e aggiornate ogni trimestre, nel mercato libero è l’utente a “negoziare” prezzi e condizioni, scegliendo il fornitore gas più conveniente a seconda delle proprie esigenze di consumo. Nel caso non fosse soddisfatto del servizio, può sempre cambiare fornitore, senza spese o interruzioni. Chi è ancora cliente nel mercato tutelato dovrà necessariamente sottoscrivere un contratto con un nuovo fornitore entro il 2022, quando il passaggio al libero mercato sarà obbligatorio. Il cambio del fornitore gas è semplice: basta comunicare all’operatore scelto i propri dati anagrafici e il codice PDR, reperibile nelle precedenti bollette e indicato sul contatore, che identifica in maniera univoca la posizione fisica dell’allaccio alla rete.

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