Gravitricity: le ex miniere diventano batterie

Nonostante gli ultimi accesi sostenitori dicano il contrario l’attività mineraria del Regno Unito è ormai prossima ad esalare l’ultimo respiro, lasciando dietro di sé numerose miniere abbandonate.

Da qui l’idea della startup scozzese Gravitricity che intende trasformale in batterie a gravità. Un progetto che ha convinto il governo britannico, tanto da sovvenzionarlo con 650.000 sterline per realizzare l’impianto pilota.

L’idea alla base è quella di sfruttare i vecchi pozzi minerari per costruire un sistema di stoccaggio di energia basato su giganteschi pesi, un po’ come il pendolo di un orologio. Quando l’energia supera la domanda, il surplus energetico è utilizzato per far salire i pesi dal fondo del pozzo verso l’alto, lasciandoli cadere quando invece la richiesta si alza. Un sistema che secondo Gravitricity dovrebbe essere in grado di rispondere quasi immediatamente alle fluttuazioni della domanda.

Gravitricity impiegherebbe un peso cilindro di 3000 tonnellate, sospeso in un pozzo da cavi, che può essere rilasciato a secondo della richiesta in meno di un secondo. I verricelli attaccati ad esso diventerebbero generatori, producendo una grande quantità di energia o rilasciandola più lentamente a seconda di quanto necessario. Secondo le prime stime il sistema dovrebbe avere un’efficienza fra l’80 e il 90%, con una potenza di picco tra 1 e 20 MW.

Il primo pozzo, a seguito dei sopralluoghi che la società sta effettuando, dovrebbe essere attivo e funzionante nel 2020.

Nel frattempo in Italia continua ad aumentare l’attenzione riservata alle fonti di energia rinnovabile con l’impegno, da parte degli operatori energetici, di offrire sempre più energia verde certificata. Un impegno concreto e costante, attestato anche dalla certificazione BCorp che garantisce alte performance ambientali e sociali.

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