Fonti rinnovabili: Hywind, il primo parco eolico offshore

Venti favorevoli in Scozia, dove ha da poco aperto i battenti il primo parco eolico offshore. Si chiama Hywind ed è stato realizzato da Statoil in collaborazione con Masdar a circa 25 km al largo delle coste di Peterhead nell’Aberdeenshire. Luogo in cui, come chi conosce la Scozia sa, spirano venti fortissimi.

Si tratta dell’impianto più grande al mondo, con 6 turbine galleggianti, di 253 metri di altezza di cui 78 fuori dall’acqua, ciascuna con un motore di 154 metri di diametro. La loro produzione, in grado di fornire 30MW alla rete nazionale, rifornirà di energia 22mila famiglie scozzesi. Molto soddisfatta Irene Rummelhoff, vice presidente esecutivo del settore New Energy del gruppo a capo del progetto:

“Ciò che apprenderemo con Hywind, aprirà la strada a nuove opportunità per il mercato mondiale dell’energia eolica offshore. […] Hywind può essere utilizzato per profondità fino a 800 metri, permettendo così di essere applicate in aree fino ad oggi inaccessibili per il vento offshore.”

Le turbine hanno un galleggiante in acciaio riempito con una zavorra e ancorato al fondale con 3 àncore, e sono pensate espressamente per fondali marini fra i 120 e i 170 metri di profondità. Inoltre sono in grado di accumulare parte dell’energia in particolari batterie, chiamate Batwin. Esse sono in grado di conservare fino a 1MWh di elettricità, ed immetterla in rete con l’aumentare della domanda.

Nel 2030 l’obiettivo è quello di diminuire i costi dell’energia eolica, grazie a questi impianti offshore, che riescono ad intercettare il vento che soffia in acque profonde. Ad oggi questo tipo di eolico ha raggiunto una capacità installata di 15Gw, con un potenziale di crescita fino a 100GW nei prossimi 13 anni, che costituirebbe quindi il 25% dell’energia generata complessivamente in Europa. Ciò creerebbe anche oltre 500mila posti di lavoro, ed un risparmio di 13 miliardi annui sui costi di importazione dei combustibili fossili, come sostengono i report pubblicata da WindEurope, l’associazione Europea per l’eolico.

L’Italia non è ancora all’altezza di queste cifre e l’eolico ancora fatica a trovare una propria dimensione. Molto c’è da lavorare per ottenere dei risultati all’altezza degli standard europei ma i margini di crescita sono molto alti.

Nel frattempo gli operatori energetici si sono però seriamente attivati al fine di offrire all’utente finale una sempre maggiore fruibilità di energia verde certificata, un’energia generata dalle fonti rinnovabili, pulita e più rispettosa dell’ambiente. L’impegno è concreto e costante, attestato anche dalla certificazione BCorp che garantisce alte performance ambientali e sociali.

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