Maggior tutela o mercato libero: quale scegliere?

Fermiamoci un attimo a riflettere sulla terminologia utilizzata.

La più nota tra le proposte “non di mercato” si chiama di maggior tutela, in contrapposizione con il mercato che invece è chiamato mercato libero. Questa scelta di parole può risultare a nostro avviso un po’ disincentivante, perché è come se facesse intendere che passando al mercato libero si corrono dei rischi. Tuttavia, questo può essere considerato un approccio comprensibile se si pensa che il mercato dell’energia è stato liberalizzato di recente e che in generale il nostro Paese è sempre cauto quando si tratta di aprirsi a meccanismi concorrenziali e basati sul mercato.

Quali sono le condizioni offerte dal mercato di maggior tutela?

Si tratta innanzitutto di un mercato che funziona in maniera diversa per l’energia elettrica e per il gas. Per quanto riguarda l’energia elettrica esistono i fornitori di maggior tutela che operano ancora in regime di monopolio territoriale, ovvero sono gli unici a poter fornire tale servizio in una determinata area. A grandi linee, i Clienti della maggior tutela sono coloro che non hanno mai sottoscritto un contratto e sono sempre stati riforniti dall’operatore storico. In gran parte, il territorio nazionale è servito da ESE (Enel Servizio Elettrico) ma esistono anche altri fornitori di maggior tutela, soprattutto nell’ambito delle municipalizzate locali.
I fornitori di maggior tutela devono rifornire il Cliente sulla base di un prezzo che è definito dall’Autorità e che si aggiorna trimestralmente. Si tratta di un prezzo variabile, che però non è legato a un indice specifico e pubblico ma, semplicemente, viene aggiornato sulla base di quanto ha speso l’Acquirente Unico per comprare l’energia che serve a rifornire i Clienti tutelati; pertanto, come tutti i prezzi variabili, ha il vantaggio/svantaggio di oscillare in funzione dei prezzi sui mercati all’ingrosso.

Non essendo ancorato a un indice (come potrebbe essere il PUN quotato sulla Borsa Elettrica) non è possibile verificare come il prezzo si stia evolvendo né tantomeno fare previsioni su come andrà in futuro. Quindi, in linea di massima, si può affermare che si tratta di un prezzo dalla composizione un po’ opaca.

Diversamente dall’energia elettrica, nel gas la tariffa tutelata è ancorata a un indice pubblico (in particolare si tratta delle quotazioni del gas su una borsa internazionale) ed è dunque un po’ più semplice verificarne i valori e fare delle previsioni.

Mercato di Salvaguardia e FUI

Esistono poi altre due casistiche regolamentate e “non di mercato”:

  • Il mercato di Salvaguardia, riservato alle aziende che nel settore elettrico non sottoscrivono un contratto sul mercato libero.
    In tal caso esiste un fornitore che si aggiudica una gara per poter essere il fornitore di Salvaguardia e nell’aggiudicazione della gara propone anche un prezzo di fornitura da applicare. Generalmente si tratta di prezzi un po’ alti perché chi si aggiudica la gara non conosce i Clienti cui andrà a fornire l’energia ed esiste il rischio che tra questi vi possano essere clienti dal merito creditizio non ottimale.
  • Il FUI (Fornitore di Ultima Istanza), concetto simile al mercato di Salvaguardia, ma applicato al mondo del gas.

Non bisogna spaventarsi di fronte ad una struttura complessa come quella esistente nei settori energetici. Tutto questo (maggior tutela, salvaguardia, ultima istanza) è stato concepito perché si ritiene che energia elettrica e gas siano “beni” essenziali e pertanto occorre trovare il modo di rifornire anche quei clienti che non sottoscrivono un contratto sul mercato. Se vogliamo è un po’ come il servizio dell’avvocato d’ufficio. Chi non ha o non vuole un proprio avvocato deve comunque ricevere un servizio di difesa nelle proprie vicissitudini legali.

Semplificando, possiamo ora affermare che tutto quanto non rientri nelle casistiche descritte sopra è “mercato libero”. Ecco un breve schema riassuntivo di ciò che abbiamo detto fino ad ora:

I tre mercati del settore energetico

Cosa offre il mercato libero? Proviamo a scoprirlo!

Le tante offerte presenti in questo settore sono estremamente semplici rispetto alle complessità di altri mercati a cui siamo abituati da tempo, come quello della telefonia, dove è possibile avere offerte prepagate, offerte a consumo, offerte a forfait o con un certo numero di minuti inclusi, offerte che abbinano voci, dati, telefonia fissa e mobile.

In confronto l’energia è un gioco da ragazzi e le offerte disponibili sono molto più chiare:

Offerte con prodotti abbinati:

il marketing delle società di vendita, in questa sede, ha dato sfogo alla propria fantasia. È pertanto possibile reperire sul mercato offerte che propongono, oltre alla fornitura, altri prodotti: lampade a led, caldaie, pompe di calore, pannelli fotovoltaici, etc… Il fornitore di energia in questi casi si sostituisce in pratica, a un qualunque altro fornitore di beni (ad esempio una catena di distribuzione oppure un installatore). Il consiglio per il Cliente è di valutare i prodotti per quello che sono, e non solo perché abbinati a una particolare offerta.

Offerte con servizi abbinati:

le offerte di questo tipo riguardano concorsi a premio, convenzioni per sconti e promozioni, misurazione e verifica dei consumi, coperture assicurative. Anche in questo caso, il consiglio è comprendere se si tratta di servizi che realmente ci occorrono e soprattutto valutare bene il prezzo a essi connesso.

Offerte a prezzo fisso per un certo numero di mesi (12, 24, 36):

in tal caso il Cliente sottoscrive un prezzo costante nel tempo sperando che tale scelta sia migliore rispetto all’acquisto dell’energia ai prezzi di mercato, che invece variano giornalmente. L’energia è molto legata al mondo dei combustibili (ad esempio petrolio e gas) e degli idrocarburi, le cui quotazioni, come ben sappiamo, sono altalenanti, influenzando in tal modo il prezzo che può notevolmente oscillare verso l’alto o verso il basso.

Offerte a prezzo variabile o indicizzato:

in tal caso il Cliente acquista l’energia semplicemente ai valori di mercato e il prezzo sottoscritto in sede contrattuale oscillerà in base all’andamento dei mercati all’ingrosso.
Questo non vuol dire che si pagherà di più!
Siamo già da tempo abituati al mercato dei mutui a tasso fisso o a tasso variabile, dove si può notare come è spesso il tasso fisso a essere più elevato in quanto il fornitore del mutuo deve corprire anche il rischio che i tassi stessi possano aumentare.

Nel seguente grafico viene mostrato l’andamento delle quotazioni all’ingrosso dei prezzi fissi rispetto ai prezzi variabili dell’energia nel quadriennio 2010/2014.

Il confronto riportato è molto interessante, per i seguenti motivi:

  • Dal 2010 al 2014 i prezzi variabili ancorati al PUN, i prezzi della maggior tutela e i prezzi fissi hanno avuto un andamento simile;
  • Se è dunque vero che in un singolo anno è possibile che una formula sia migliore dell’altra, nel medio periodo le differenze tendono a sfumare;
  • Non è inoltre banale sottolineare come nel periodo analizzato il PUN sia l’indice più economico tra i tre analizzati!

Dunque, possiamo affermare che “non c’è da spaventarsi”! Siamo già abituati a offerte ben più complesse se si pensa alla telefonia, al settore dei viaggi, a quello delle assicurazioni e anche delle Pay TV. Chi è già abituato a muoversi in questi settori non avrà dunque problemi a districarsi tra le diverse offerte del settore energia!

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