Proposta di modifica unilaterale del contratto: cosa fare se il fornitore di energia modifica il contratto di fornitura?

Questo è un anno particolarmente critico per le forniture di energia elettrica e gas naturale. Sappiamo che il mercato internazionale del gas è in crisi (perché la domanda è superiore all’offerta in questa fase di ripresa dell’economia) e si è generato un aumento dei prezzi luce e gas mai visto prima e che non accenna a fermarsi. Questo grafico mostra ad esempio l’andamento del gas sui mercati all’ingrosso (TTF) negli ultimi 3 mesi relativamente al primo trimestre 2021. Si osserva come il gas sia passato da 40 €/MWh a oltre 110 €/MWh in poco tempo e dopo un’apparente discesa nelle scorse settimane attualmente il prezzo sta risalendo mantenendosi a più del doppio del prezzo che si registrava 3 mesi fa.

Quando possiamo aspettarci una modifica del contratto?

In uno scenario di questo tipo, con incrementi delle materie prime a cui non eravamo abituati, i fornitori di energia elettrica e gas si trovano a dover gestire al meglio il proprio portafoglio di contratti in acquisto e vendita.

È possibile che in queste settimane i clienti finali ricevano una proposta di modifica unilaterale del contratto luce e gas che prevede una revisione dei prezzi dell’energia e del gas. Non bisogna meravigliarsi di questa situazione, è evidente che un mercato all’ingrosso che presenta questi andamenti non è controllabile dal proprio fornitore di energia né dipende dalla sua volontà. Quando gli incrementi del costo della materia prima raggiungono il +200 o il +300% il contratto di fornitura diventa eccessivamente oneroso per il fornitore. Cerchiamo di capire perché…

  1. I clienti hanno sempre il diritto di recedere dai contratti di fornitura di energia e gas. Pertanto, se il fornitore deve acquistare energia a prezzo fisso ma non ha la certezza che il cliente resti con lui, il rischio del fornitore di ritrovarsi con quantità di energia e gas acquistate a prezzi molto elevati e non rivendibili aumenta quando le oscillazioni di prezzo sui mercati sono molto elevate come accade in queste settimane. La tutela del consumatore prevede che non si possa vincolare il cliente al rispetto della durata contrattuale perché si è preferito garantire la libertà di switch dei clienti finali. Questo però talvolta (come in questo periodo) rende ingestibile per il fornitore il rischio delle variazioni di prezzo delle materie prime perché non ha la certezza delle quantità da fornire ai clienti finali;
  2. I contratti di luce e gas stabiliscono un prezzo di fornitura ma lasciano piena libertà ai clienti sulla quantità da consumare. Il cliente finale (questo vale per domestici o piccoli business) può consumare tutta l’energia o il gas che vuole oppure può anche interrompere il consumo. Il fornitore può gestire questo rischio in anni normali ma in un anno come questo se ci fosse un inverno particolarmente freddo il rischio sarebbe troppo elevato. Se per esempio i clienti consumassero il 20% in più per il riscaldamento invernale (a causa di un inverno freddo) il fornitore dovrebbe rifornire tutta l’energia o il gas necessario applicando i prezzi contrattuali stabiliti originariamente. Il fornitore dovrebbe poi acquistare l’energia o il gas in più a prezzi fino a 3-4 volte più elevati. In un contesto del genere il rischio legato ad un inverno freddo diventa ingestibile;

In alcuni casi i fornitori all’ingrosso ritengono così rischiosa la situazione da non voler più scambiare energia o gas all’ingrosso con alcune controparti, temendo che ci possano essere anche problemi di pagamento lungo la filiera a causa di prezzi così elevati. Questo rende ancor più complesso gestire la situazione e richiede la disponibilità di ampie garanzie bancarie per poter operare (che di conseguenza vedono incrementare i loro costi).

L’aumento luce e gas e la gestione del rischio da parte del fornitore

In un contesto di regole per cui il cliente ha sempre il diritto di cambiare fornitore e può consumare liberamente i quantitativi di energia e gas che servono è chiaro che il fornitore non ha strumenti adeguati per gestire il rischio. Diventa pertanto una scelta spesso necessaria quella di modificare le condizioni di fornitura. Quasi tutti i contratti di fornitura (in tutti i settori) prevedono la possibilità di variare le condizioni se si verifica un’eccessiva onerosità. Nell’energia e gas è questo sicuramente il caso.

Come possono fare i fornitori a ridurre il proprio rischio?

  • Proporre ai clienti di passare per qualche mese a forniture di tipo indicizzato, senza doversi vincolare a prezzi fissi che sono estremamente rischiosi per quanto descritto. Con un prezzo indicizzato il fornitore può acquistare tutta l’energia o il gas che serve alle condizioni di volta in volta presenti sui mercati all’ingrosso e trasferirle al cliente finale. Questa formula negli ultimi anni ha consentito importanti economie per i clienti finali. Attualmente ci si attende invece qualche mese a prezzi molto elevati, augurandosi poi un’inversione di tendenza in primavera;
  • Proporre ai clienti un’offerta luce e gas mista o bilanciata (in parte fissa e in parte indicizzata per limitare almeno in parte le rischiosità evidenziate);
  • Recedere dai contratti di fornitura per evitare la gestione del rischio, trasferendo i clienti su fornitori di ultima istanza.

Non bisogna meravigliarsi se una di queste situazioni accade, è del tutto normale in tante tipologie di settori. Pensiamo ad esempio alle revisioni delle condizioni bancarie quando si verifica un aumento dei tassi d’interesse oppure alle revisioni dei prezzi dei combustibili al variare degli andamenti del petrolio. Nell’energia e gas la volatilità dei prezzi di queste settimane supera e di molto la marginalità che hanno gli operatori, per cui non è possibile assorbire con la propria marginalità tali oscillazioni.

Modifica unilaterale del contratto: cosa ci aspetta?

Cosa fare se si riceve una comunicazione di variazione delle condizioni da parte del proprio fornitore?

In primo luogo, è importante che il fornitore metta a disposizioni informazioni sufficienti per comprendere la nuova proposta o che fornisca una modalità di contatto rapida per chiedere spiegazioni o approfondimenti.

Vista la situazione straordinaria è altresì importante che il fornitore conceda la possibilità al cliente di restare con l’offerta attuale se lo desidera. Di solito ai clienti è consentito di recedere dal contratto gas o luce senza alcuna penale quando si riceve una comunicazione di variazione delle condizioni contrattuali. Tuttavia, il cliente può sempre chiedere al proprio fornitore di voler restare con l’offerta attuale e talvolta il fornitore accorda questa possibilità.

Inoltre, è fondamentale comprendere cosa accadrà tra qualche mese. Bisogna verificare che il fornitore conceda al cliente di cambiare tipologia di contratto in corso d’opera.

Ovvero crediamo che una situazione così instabile potrebbe modificarsi nel giro di qualche mese ed è importante che il fornitore in quel momento, magari anche a fronte di un costo (come accade nella telefonia), consenta al cliente di cambiare contratto (cosiddetto “cambio piano”). Infatti, potrebbe darsi che se si verificherà uno scenario di prezzi decrescenti dopo l’inverno sarà nuovamente possibile sottoscrivere un prezzo fisso conveniente.

In ogni caso è fondamentale che il fornitore non escluda la possibilità di riverificare la situazione tra qualche mese per identificare soluzioni più vantaggiose per il cliente. In un contesto del genere si può essere rassicurati dal fatto che la situazione critica è comune in un modo o nell’altro a tutti i fornitori e si estende a diversi Paesi europei. Se non si può incidere sui prezzi del gas e dell’energia elettrica è bene sapere che i Governi dei principali paesi europei stanno lavorando per ridurre altre componenti della bolletta (come le imposte e gli oneri generali) per dare un beneficio temporaneo ai clienti finali in questa situazione anomala.

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