Subentro o voltura: quali sono le differenze?

Subentro e voltura sono due termini che, nell’immaginario comune, hanno identico significato ma, come scoprirai in questo articolo, si tratta di due pratiche molto diverse, che prevedono anche costi, tempistiche e procedure differenti da affrontare.

Con il subentro luce e gas si intende la riattivazione della fornitura. Come è semplice intuire, l’operazione di subentro può essere effettuata solo su forniture che siano state formalmente cessate in precedenza, dal vecchio proprietario o abitante della casa.

La voltura luce e gas è, invece, il semplice cambio di nominativo sul contratto di gas o energia elettrica. Ossia, la bolletta, dopo la voltura, verrà intestata al nuovo abitante della casa. La voltura può essere effettuata solo se la fornitura luce o la fornitura gas sono ancora attive, in caso contrario, sarà obbligatorio optare per il subentro.

Subentro o voltura: ecco quando scegliere l’una o l’altra

Chi abita in affitto, con dei coinquilini, probabilmente dovrà misurarsi almeno una volta con il trasferimento di uno dei coabitanti dell’appartamento. Se chi si trasferisce è l’intestatario delle bollette, un altro coinquilino dovrà assumersi l’onere di intestarsi il contratto luce e gas. Per questa operazione si impiega la voltura: il semplice cambio del nominativo associato alle utenze domestiche. Un’operazione identica sarà da effettuarsi dopo l’acquisto di una casa in cui le utenze domestiche sono ancora attive. In linea generale, gli ex proprietari o gli affittuari preferiscono non cessare le utenze, a meno che la casa non rimanga disabitata molto a lungo: questo perché la richiesta di cessazione ha un suo costo, per quanto moderato.

Nel caso in cui l’abitazione sia, invece, rimasta vuota per molto tempo, è probabile che tu debba richiedere il subentro gas e luce. Se la fornitura è rimasta ferma per anni, è anche possibile che il tuo fornitore – contestualmente alla riattivazione della luce e del gas – decida di cambiare il tuo contatore, con uno di ultima generazione.

Tempistiche e costi per voltura luce e gas

La voltura luce e la voltura gas sono soggette al pagamento sia di oneri amministrativi che di costi di gestione e sono interamente a carico del nuovo intestatario della bolletta. Per la voltura delle utenze nel mercato libero si spendono 23 euro per le prestazioni commerciali del fornitore e una quota fissa per gli oneri amministrativi a favore del distributore: 25,81 euro per energia elettrica e una somma applicata dal Distributore territoriale che dipende dalla concessione comunale in atto, per il gas. La fascia di maggior tutela è più costosa: oltre agli oneri amministrativi e di gestione, sarà necessario pagare anche 16 euro di marca da bollo perché la pratica vada in porto. I tempi della volturazione sono tra i 5 e i 7 giorni lavorativi: in questo periodo, la fornitura non sarà interrotta, e potrai continuare ad usare come sempre l’energia elettrica e il gas.

Tempistiche e costi per subentro luce e gas

Anche in questo caso, i costi per effettuare un subentro variano in base al mercato scelto e le utenze di riferimento. Per quanto riguarda i prezzi per il subentro luce nel mercato libero, le spese sono di 25,51 euro per gli oneri amministrativi, ai quali si aggiungono i possibili costi commerciali indicati nel contratto di energia elettrica. Per il Servizio di maggio tutela, invece, 25,51 euro per gli oneri amministrativi, 23 euro di quota fissa e 16 euro per l’imposta di bollo. Le spese per effettuare il subentro gas ammontano a 23 euro di quota fissa, più gli oneri amministrativi che corrispondono ad una somma di 30 euro per i contatori fino alla classe G6 e 45 euro per i contatori più grandi, sia per il mercato libero che tutelato. A quest’ultimo viene aggiunta l’imposta di bollo da 16 euro. I costi del subentro sono interamente a carico del nuovo intestatario. Per quel che riguarda le tempistiche, è bene sapere che il nuovo fornitore è tenuto a riattivare il contatore entro 7 giorni lavorativi dalla richiesta dell’utente.

Quali documenti servono per voltura o subentro?

Per entrambe le operazioni, servono relativamente pochi documenti. Sono necessari:

  • documento d’identità del nuovo intestatario delle forniture e il codice fiscale;
  • codice PDR per il gas e/o codice POD per l’energia elettrica;
  • Indirizzo di fatturazione, numero telefonico ed eventualmente IBAN dell’intestatario per la domiciliazione bancaria

Il codice PDR e il codice POD sono due identificativi del contatore e della fornitura, rispettivamente per il gas e per l’energia elettrica. Puoi trovare questi codici su una vecchia bolletta; se è impossibile reperirne una, puoi trovare i codici per la voltura o subentro anche sul contatore. Se il contatore è un po’ datato troverai un’etichetta in piombo riportante il numero, se parliamo di nuovi modelli elettronici, potrai leggere i codici direttamente sul display.

Subentro o voltura: una buona opportunità per cambiare fornitore

La principale differenza tra voltura e subentro, come abbiamo visto, è la presenza o meno di una fornitura attiva, ma in entrambi i casi, questa situazione potrebbe rivelarsi economicamente conveniente. Se fino a qualche tempo fa era possibile cambiare il fornitore di utenze solamente se il precedente proprietario o abitante della casa aveva interrotto le forniture, quindi effettuando in un’unica soluzione subentro e cambio fornitore, la buona notizia è che a partire da 30 settembre 2021 è possibile fare un’unica richiesta anche per voltura e cambio fornitore. In questo caso non ci sarà più bisogno di effettuare la voltura con lo stesso fornitore, attendendo che vada a buon fine per poter cambiare il fornitore di energia elettrica e gas.

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