Sei indeciso tra le tariffe energia elettrica? Scegli il PUN!

Oggi nel mercato libero dell’energia è possibile imbattersi in numerose proposte di tariffe energia elettrica come abbiamo già accennato in diversi nostri articoli (es. confronto tra maggior tutela e mercato).

Pensiamo valga la pena dedicare un breve approfondimento alle diverse proposte per poi capire come orientarsi.

Di per sé, le offerte sono estremamente semplici rispetto alle complessità di altri mercati cui siamo abituati da tempo, come ad esempio quello della telefonia, dove è possibile avere offerte prepagate, offerte a consumo, offerte a forfait o con un certo numero di minuti inclusi, offerte che abbinano voci, dati, telefonia fissa e mobile.

In confronto, l’energia è un gioco da ragazzi e le tariffe energia elettrica disponibili sono molto più semplici:

  • Prezzi fissi per uno o più anni (tipicamente 1 o 2): in tal caso il Cliente sottoscrive un prezzo costante nel tempo sperando che tale scelta sia migliore rispetto ad acquistare l’energia ai semplici prezzi di mercato, che variano giornalmente. L’energia è strettamente legata al mondo dei combustibili (ad esempio petrolio e gas) perché buona parte dell’energia in Italia si produce a partire da idrocarburi. Come ben sappiamo, le quotazioni a livello internazionale degli idrocarburi variano e dunque anche il prezzo dell’energia oscilla verso l’alto o verso il basso. Naturalmente, non tutta l’oscillazione del prezzo dipende dagli idrocarburi ma in questa sede ci interessa semplificare il ragionamento. Con un prezzo fisso il Cliente si mette al riparo dalle oscillazione dei prezzi all’ingrosso dell’energia;
  • Prezzi variabili o indicizzati: in tal caso il Cliente acquista l’energia semplicemente ai valori di mercato ed il prezzo contrattuale varierà in base a come andranno i mercati all’ingrosso. Questo non vuol dire che si pagherà di più! Siamo già da tempo abituati al mercato dei mutui a tasso fisso o a tasso variabile. Spesso vediamo che i tassi variabili sono più bassi del tasso fisso. Il tasso fisso è più elevato perché è il fornitore del mutuo che si accolla il rischio che i tassi possano andare su. Però questo accollo di rischio ha un prezzo e si paga. Lo stesso vale nell’energia, quando si sceglie un prezzo fisso è chiaro che il rischio della variazione dei prezzi finisce in capo al fornitore, il quale dovrà tutelarsi prevedendo un margine in più a copertura del rischio. Qualche anno fa prevalevano nell’energia diverse tipologie di prezzi variabili (ancorati al gas, a panieri di combustibili, etc…). Questo certamente complicava lo scenario delle tariffe energia elettrica. Oggi che esiste il PUN, che rappresenta esattamente il valore all’ingrosso dell’energia elettrica, è tutto più semplice ed i contratti variabili risultano ancorati in prevalenza al PUN (clicca qui per consultare un nostro articolo che spiega esaustivamente cos’è il PUN: https://www.wekiwi.it/main/come-controllare-landamento-del-pun-energia-elettrica/);
  • Offerte con prodotti abbinati: in quest’ambito si sono sviluppate di recente molte offerte in cui il marketing delle società di vendita ha dato sfogo alla propria fantasia. È pertanto possibile reperire sul mercato offerte che propongono, oltre alla fornitura, altri prodotti: lampade a led, caldaie, pompe di calore, pannelli fotovoltaici, etc… Il nostro consiglio è il seguente: il fornitore di energia in questi casi si sta sostituendo ad un qualunque altro fornitore di beni (ad esempio una catena di distribuzione oppure un installatore). Pertanto il Cliente deve valutare i prodotti come farebbe per un qualunque altro fornitore:
    • Le condizioni proposte per il bene sono vantaggiose? Se il fornitore propone un prezzo omnicomprensivo di fornitura e bene sforziamoci di capire quanto stiamo pagando in più la fornitura che include il bene rispetto ad una fornitura che non lo include, solo così possiamo capire se ci conviene davvero;
    • Se viene proposta una rateizzazione tramite credito al consumo quali sono le condizioni del finanziamento? Se si attiva un finanziamento tramite credito al consumo è obbligatorio, ad esempio, esporre i tassi applicati. Sono tassi a condizioni di mercato?
    • Il bene è di qualità oppure sono proposte della marche di secondo piano o modelli vecchi del prodotto?
    • Verifichiamo che il prodotto venga installato da operatori professionisti e di qualità e chiediamo anche informazioni sull’assistenza post-vendita, la quale è sempre preferibile che sia erogata dalla casa madre dei prodotti proposti;
    • Esaminiamo con attenzione cosa accade se voglio cambiare fornitore. Normalmente è possibile riscattare il bene pagando i canoni o le rate residue mantenendo il bene;
    • Se il bene dà diritto a degli incentivi occorre pretendere che questi incentivi ci vengano riconosciuti anche se stiamo “acquistando” il bene a rate: ad esempio, le pompe di calore hanno dato per tutto il 2015 diritto al 65% di detraibilità per gli incentivi sull’efficienza energetica ed è possibile usufruire degli incentivi anche in caso di acquisto a rate.

Un ultimo consiglio è il seguente: siccome il fine ultimo della fornitura di energia è risparmiare sui costi, meglio privilegiare quelle offerte che propongono prodotti che fanno risparmiare energia e non prodotti qualsiasi; in questo modo avremmo fatto un’operazione che consente anche di far diminuire il costo della bolletta.

  • Offerte con servizi abbinati: le offerte di questo tipo più interessanti riguardano concorsi a premio, convenzioni per sconti e promozioni, misurazione e verifica dei consumi, coperture assicurative. Anche in questo caso, il consiglio è comprendere se si tratta di servizi che realmente ci occorrono e soprattutto valutare bene quanto verrebbero a costare.

Quali ragionamenti fare per scegliere le tariffe energia elettrica?

Come abbiamo precedentemente evidenziato, il PUN è l’indice che ha performato meglio negli ultimi anni, scendendo più di altre formule di prezzo.

Non è solo per questo che a nostro avviso è opportuno scegliere un’offerta a PUN rispetto alle altre tariffe energia elettrica.

Ecco i motivi più importanti:

  • Il prezzo fisso rappresenta un rischio, non l’acquisto indicizzato al PUN. Questa considerazione va un po’ controcorrente e proviamo spiegarti perché: il PUN rappresenta la quotazione sui mercati dell’energia, che tipicamente varia nel tempo, però è esattamente il valore che il mercato attribuisce all’energia. Scegliere un prezzo fisso significa scommettere sul fatto che il PUN aumenti, perché se il PUN diminuisce in realtà non conviene sottoscrivere un prezzo fisso. Perché un cliente privato dovrebbe imbarcarsi in una scommessa del genere? Ne ha le competenze? Vale la pena fare una scommessa in cui nel 50% dei casi si può vincere e nel 50% dei casi si può perdere? Secondo noi meglio acquistare a prezzi che rappresentano il valore di mercato dell’energia, andando a risparmiare come abbiamo descritto sopra anche quell’extra-margine che pur sempre i fornitori prevedono nelle quotazioni a prezzo fisso per accollarsi loro il rischio di oscillazione dei prezzi;
  • Il PUN è trasparente: si possono trovare infatti tutte le info necessarie (quotazione, andamenti, quantità, etc…) sul sito mercatoelettrico.org;
  • Il PUN è economico, in quanto a differenza di altri indici non ha costi rilevanti di transazione: tutte le società possono acquistare energia quotata al PUN senza la necessità che intermediari finanziari si collochino nel mezzo. Questo per esempio non è possibile nel caso di quotazioni a prezzo fisso o di altri tipi di indici: occorre quasi sempre che ci siano intermediari finanziari che ad esempio elaborino strumenti per bloccare il prezzo (swap).

Per queste ragioni wekiwi propone tra le sue offerte “Energia alla Fonte”, un’offerta molto semplice che parte dai mercati all’ingrosso di energia o gas e applica al Cliente un semplice mark-up di meno di 20 euro all’anno.

In questo modo siamo diventati la prima low-cost dell’energia in Italia.

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