Cos’è e cosa comporta il piano transizione 5.0

transizione 5.0

Con il decreto-legge PNRR, approvato a febbraio 2024 dal Consiglio dei Ministri, è stato introdotto il nuovo Piano Transizione 5.0. Questo programma prevede lo stanziamento di ingenti risorse in forma di crediti di imposta, per incentivare gli investimenti nella transizione green delle imprese. 

Alla Transizione 5.0 e al piano dedicato possono avere accesso tutte le imprese a prescindere dalle dimensioni. L’unico vincolo è quello di non provocare danni significativi all’ambiente. Sono dunque escluse le attività che fanno uso di combustibili fossili. 

La misura intende sostenere concretamente le aziende tricolori nel passaggio verso un’economia più sostenibile, favorendo l’innovazione, la competitività e la creazione di valore nel contesto europeo e globale.

Transizione 5.0: quali sono gli incentivi che comporta?

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato in una nota ufficiale che il Piano Transizione 5.0 è “architrave della nostra politica industriale”, volto a consentire alle imprese italiane di innovarsi per vincere la sfida della duplice transizione digitale e green. Decisivo sarà il biennio 2024-2025, durante il quale verranno ridefiniti gli assetti geoeconomici.

Il Piano Transizione 5.0 prevede risorse pari a 6,3 miliardi di euro, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio. In tutto, dunque, si parla di 13 miliardi nei due anni indicati. Per favorire il passaggio al digitale e la transizione green delle aziende italiane, il progetto non riguarda solo beni strumentali, ma è esteso anche alla formazione dei lavoratori, perché le competenze sono il fattore che fa la differenza soprattutto per il Made in Italy.

Cosa si intende per transizione 5.0 green

La transizione 5.0 su cui è incentrato il Piano governativo riguarda vari programmi, applicazioni, piattaforme digitali e altri network per l’intelligenza degli impianti. Questi strumenti consentono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e auto-consumata. 

Oltre agli incentivi per la transizione 5.0 di carattere economico, sono introdotti anche meccanismi di efficienza energetica attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati. Sono inclusi pure alcuni software relativi alla gestione d’impresa, come sistemi di monitoraggio dei consumi integrati in sistemi più ampi. 

Le novità della transizione 5.0 per il fotovoltaico

Nel Piano Transizione 5.0 c’è spazio anche per quanto riguarda il settore fotovoltaico. Si prevede, infatti, che agli investimenti nella produzione di energia rinnovabile per autoconsumo, escluse le biomasse, siano destinate alcune agevolazioni fiscali. Per ottenere questi incentivi il progetto deve superare i 40.000 euro. 

Ai fini della transizione 5.0 green sono ammessi solo i pannelli fotovoltaici inseriti nel registro dell’Enea (Agenzia Nazionale Efficienza Energetica). Questo significa che tali dispositivi debbano essere prodotti nell’Unione Europea e che siano classificati secondo tre livelli di elevata efficienza. Il livello di efficienza determina anche l’accesso a una super agevolazione che contribuisce al calcolo del credito di imposta.

Come funziona il credito d’imposta 2024?

Per quanto riguarda la Transizione 5.0, i dettagli che definiscono l’accesso ai crediti d’imposta sugli investimenti effettuati nel 2024 e nel 2025 è l’articolo 38 del decreto legge n. 19/2024.

Per investimenti che risultino ammissibili e che siano realizzati nel 2024 e nel 2025 è previsto l’accesso al credito d’imposta del 45% della spesa fino a 50 milioni di euro. 

Tuttavia l’accesso non è automatico, a differenza di quanto avveniva per il Piano 4.0. Si potrà fruire dell’agevolazione rispettando alcuni parametri e solo in caso di rispetto della procedura burocratica che prevede la comunicazione preventiva del progetto di investimento al Gse, il Gestore servizi energetici. Quest’ultimo procederà a determinare il credito d’imposta utilizzabile fino al 31 dicembre 2025. 

Il bonus 5.0 viene concesso a condizione che attraverso gli investimenti tra cui quelli per la transizione 5.0 del fotovoltaico si ottenga una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3% o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%. 

La riduzione dei consumi energetici è una delle condizioni fondamentali per poter accedere ai crediti d’imposta del piano Transizione 5.0. All’aumentare della riduzione dei consumi salirà anche il bonus riconosciuto, fino ad un massimo del 45% delle spese.

Il credito di imposta è riconosciuto secondo i seguenti scaglioni: 

– 35% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 

– 15% del costo per investimenti oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro; 

– 5% del costo per investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria. 

Le differenze con la transizione 4.0

La Transizione 5.0 è stata ideata e messa a punto a partire da una revisione della Strategia 4.0 nell’agenda del Governo italiano. Tra i due piani ci sono alcune differenze. Le tecnologie che prevede la Transizione 5.0 sono più avanzate rispetto a quelle considerate dalla misura precedente. 

La Transizione 4.0 aveva come riferimento la quarta rivoluzione industriale, i nuovi modelli di produttività e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La Transizione 5.0, invece, sposta il focus dell’attenzione soprattutto sul rapporto e sulla collaborazione tra l’essere umano e il robot, secondo tre principi fondamentali: l’uomo al centro di ogni sistema, la sostenibilità e la resilienza, con maggiore attenzione all’ambiente e al rispetto dei diritti umani. 

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