Crisi energetica europea: perché è iniziata e quando terminerà

crisi energetica: lampadina spenta su delle monete

Il 2022 e la prima parte del 2023 sono stati caratterizzati da una crisi energetica europea senza precedenti. La situazione critica è stata innescata dall’invasione della Russia in Ucraina. Il conflitto, che prosegue da oltre un anno, ha provocato la penuria di risorse e materie prime da parte di due Stati che storicamente sono sempre stati i principali esportatori di combustibili fossili. Oltre a crisi energetica e aumento delle bollette, sulle tasche dei consumatori italiani ed europei hanno inciso anche inflazione e caro-vita. Relativamente ai risvolti e alle conseguenze della crisi energetica europea, a margine di un summit del Mare del Nord a Ostenda, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto che i cittadini dell’Ue hanno dovuto ridurre i consumi energetici del 20%. Parallelamente, però, un aspetto positivo è stato un massiccio investimento dell’Unione europea sulle fonti rinnovabili, a beneficio dei cittadini, dei mercati e dell’ambiente.

Quali sono i motivi della crisi energetica attuale?

Per comprendere la portata della crisi energetica europea, basti pensare che i prezzi dell’energia e del gas sui mercati internazionali hanno toccato livelli mai rilevati in precedenza, per scendere nei dettagli, hanno superato i 250 euro/MWh per l’energia elettrica e i 100 eurocents/mc per il gas. I livelli del 2020, primo anno del Covid, di tali costi erano pari a un decimo di quelli appena indicati.

Si è verificata una cascata di cause per la crisi energetica europea, con effetti e impatti che si sono sovrapposti l’uno all’altro, amplificando la portata della situazione complessiva. La goccia che ha fatto rovinosamente traboccare il vaso è stata la guerra russo-ucraina, come ricordato. Ma occorre sottolineare che, già prima dell’esplosione del conflitto, a gravare su energia e bollette sono stati il perdurare della pandemia, per un biennio, il cambiamento climatico, la transizione energetica. A tutto ciò si sono sommati gli squilibri in ambito geopolitico con le inevitabili conseguenze sulle materie prime e sui consumi.

Come uscire dalla crisi energetica?

Come si può fare a far fronte e a uscire dalla crisi energetica europea? L’Unione europea ha messo a punto una serie di misure per cercare di far fronte a un contesto problematico da gestire. Una prima risposta sono stati gli aiuti dati agli Stati membri come il credito d’imposta, ma non sempre è stato sufficiente né il meccanismo ha funzionato al meglio sui flussi di cassa a breve termine. Gli obiettivi principali da raggiungere per uscire dalla crisi energetica in Europa avevano e hanno soprattutto a che fare con:

– la riduzione della domanda globale di energia;

– la riduzione dei costi per i consumatori;

– l’elaborazione di piani per rendersi sempre più indipendenti dal gas russo.

Dei risultati concreti si sono ottenuti su tutti e tre i fronti. Fortunatamente l’inverno 2023 non è stato eccessivamente rigido. Il tetto sui prezzi, le tasse e le misure fiscali hanno in parte calmierato le spese per i consumatori. Infine, sono stati varati piani per la realizzazione di nuovi terminali per gnl e gasdotti e per dare un’accelerata ai progetti di energia rinnovabile ed efficienza energetica.

Come è nata la crisi energetica?

Come abbiamo visto, la crisi energetica europea ha raggiunto il suo culmine nel 2022, ma è partita da lontano. Verso la fine del 2021 l’inflazione è ricomparsa all’orizzonte ed è diventata sempre di più una realtà quotidiana. Molti si aspettavano che fosse una situazione transitoria, in realtà è perdurata per tutto l’anno successivo, raggiungendo livelli da record. In pratica si è tornati a un contesto socio-economico simile a quello di più di trent’anni fa, quando però c’erano altre dinamiche e altre prospettive per i mercati.

Secondo l’Istat, infatti, nel 2022 in Italia i prezzi al consumo sono cresciuti con una media dell’8,1%, l’incremento più elevato dal 1985. Considerato isolatamente nell’ambito della crisi energetica, il prezzo dell’energia è salito di oltre il 50%. I consumatori hanno perso parecchio potere d’acquisto. Le Banche Centrali hanno dovuto varare un consistente cambio di rotta nella politica monetaria, con pesanti ripercussioni sui tassi di mutui e prestiti, toccando i livelli più alti registrati negli ultimi otto anni.

Se si analizzano la crisi energetica e le conseguenze che ne sono derivate, è indubbio che occorra iniziare ad attuare comportamenti virtuosi a partire dalla gestione delle proprie case per contenere i costi e per non sprecare risorse energetiche.

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