Tariffa monoraria o bioraria: le differenze e come scegliere

tariffa monoraria

L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha introdotto nel 2010 la distinzione tra tariffa monoraria e bioraria con l’obiettivo di promuovere un consumo più sostenibile di energia. Questa decisione è motivata dal fatto che durante le ore diurne la richiesta di energia elettrica raggiunge il suo picco massimo, principalmente a causa dell’utilizzo diffuso nei luoghi di lavoro e nei trasporti, mentre durante la serata la domanda diminuisce. Spostando i consumi domestici nelle ore serali, si mira a rendere il sistema energetico più efficiente e a prevenire il rischio di sovraccarico. La scelta tra l’una e l’altra dipende dalle proprie abitudini di consumo e dalla flessibilità nel gestire i propri consumi energetici. Introdurre il concetto di tariffa bioraria intende incentivare l’uso dell’energia in momenti in cui la richiesta è più bassa, contribuendo a ridurre il carico sulla rete elettrica durante le ore di punta – dunque riducendo la pressione sulla rete nei momenti di massima richiesta – e promuovendo comportamenti più sostenibili. La decisione tra tariffa monoraria e bioraria richiede la valutazione dei propri modelli di consumo e delle abitudini quotidiane. Ad esempio, chi può spostare parte dei consumi nelle fasce orarie più economiche potrebbe beneficiare della tariffa bioraria in termini di risparmi economici e contributo alla gestione più efficiente dell’energia. Tuttavia, è importante considerare anche il proprio stile di vita e la possibilità di adattare le attività quotidiane alle fasce orarie più convenienti. 

Che differenza c’è tra tariffa monoraria e bioraria?

La differenza fondamentale tra tariffa monoraria e bioraria riguarda il modo in cui vengono calcolati i costi dell’energia elettrica in base all’orario di consumo. Nel caso di una tariffa monoraria, il costo dell’elettricità rimane stabile durante l’intera giornata, 24 ore su 24. Ciò vuol dire che ogni kilowattora consumato ha lo stesso prezzo, indipendentemente dall’orario in cui viene utilizzato.

Secondo quanto prevede la tariffa bioraria, la giornata è divisa in almeno due fasce orarie con costi dell’energia differenziati. La tariffa monoraria implica l’applicazione di un unico prezzo a tutti i consumi effettuati, senza considerare né il giorno né l’orario in cui avviene il consumo. Questa modalità aggrega l’energia consumata in un’unica fascia oraria. Alla fine del mese, sulla bolletta, compare un unico numero che rappresenta i kilowattora consumati, al quale viene applicato il prezzo contrattuale stabilito. La tariffa bioraria, invece, consiste in due prezzi distinti applicati ai consumi, suddividendo l’energia in due fasce orarie in base al giorno e all’ora del consumo. La scelta tra una tariffa monoraria o bioraria, come anticipato, dipende dalle abitudini personali di consumo e dalla flessibilità nel pianificare l’uso dell’energia in base agli orari. La tariffa bioraria è progettata per incoraggiare l’utilizzo dell’elettricità durante i periodi di minore richiesta, contribuendo così a ridurre il carico sulla rete durante i momenti di picco. 

Come risparmiare con la tariffa monoraria?

A parte il dilemma tra tariffa monoraria e bioraria, vediamo come si può fare a risparmiare con una tariffa monoraria. Innanzitutto, è importante tenere sotto controllo i consumi energetici per identificare le opportunità di risparmio. Un passo successivo è spostare le attività che richiedono più energia nelle fasce orarie in cui la tariffa monoraria è più conveniente. Ad esempio, si potrebbe pensare di fare il bucato o utilizzare elettrodomestici energetici durante le ore con costi inferiori.

Un’altra tattica consiste nel programmare l’uso di elettrodomestici durante la notte, quando la tariffa monoraria è più economica. Ciò potrebbe includere attività come lavare i piatti o caricare dispositivi elettronici. Mantenere gli elettrodomestici in buone condizioni è altrettanto cruciale, poiché un funzionamento efficiente contribuisce a ridurre il consumo di energia. Oltre a scegliere tra bioraria o monoraria, in generale, comunque, sarebbe importante adottare abitudini più sostenibili, come spegnere le luci non necessarie, utilizzare lampadine a basso consumo energetico e isolare adeguatamente gli ambienti, è un ulteriore modo per ridurre il consumo energetico complessivo. Durante le ore in cui la tariffa monoraria è più elevata, sarebbe meglio limitare l’uso di apparecchi e dispositivi che richiedono molta energia. 

La tariffa monoraria risulta conveniente per coloro che consumano almeno dal 33% al 50% dell’energia elettrica totale durante il giorno. Se in casa vi è un utilizzo frequente di elettrodomestici come lavatrice, forno, ferro da stiro o condizionatore durante il giorno, la scelta di questa modalità tariffaria è preferibile. Con la tariffa monoraria, si ottiene un prezzo uniforme al kWh durante il giorno, ma inferiore rispetto a quello della fascia 1 del sistema biorario.

Come risparmiare con la tariffa bioraria?

Mettiamo invece che tra tariffa monoraria e bioraria si scelga quest’ultima. Anche in questo caso è possibile adottare strategie pratiche per massimizzare i benefici offerti dalle fasce orarie differenziate. Innanzitutto bisogna comprendere chiaramente quali siano le fasce orarie associate alla propria tariffa bioraria. Solitamente, si tratta di periodi con costi più bassi – le cosiddette fasce fuori picco – e periodi con costi più elevati, ossia le fasce di picco. Una delle chiavi per risparmiare è spostare le attività che richiedono maggior consumo energetico nelle fasce orarie con costi inferiori. Ciò può includere il programmare lavatrici o l’uso di elettrodomestici durante i periodi fuori picco. Un’altra strategia efficace è sfruttare la fascia notturna per attività come il lavaggio dei piatti o l’utilizzo di dispositivi elettronici, poiché solitamente durante la notte i costi dell’energia sono più contenuti. Dal punto di vista dei trucchi per risparmiare e adottare comportamenti sostenibili, il criterio è un po’ lo stesso. L’approccio non cambia tra fascia monoraria o bioraria. Attualmente, Enel offre diverse opzioni di tariffazione, tra cui la tariffa monoraria e la tariffa bioraria. Le fasce orarie per la tariffa bioraria di solito comprendono un periodo notturno (F1) con costi inferiori e un periodo diurno (F2) con costi più elevati. 

La tariffa bioraria rappresenta la scelta ottimale per coloro che trascorrono gran parte della giornata lontano da casa e concentrano i loro consumi principalmente di sera, dopo le 19, o nel fine settimana. Tuttavia, è importante esaminare attentamente le offerte proposte da diversi fornitori per garantire che la tariffa bioraria sia davvero la più adatta alla tua situazione. È essenziale capire il concetto di punto di pareggio, ovvero la percentuale di energia elettrica consumata nella fascia 1 al di sopra della quale passare al sistema monorario risulta conveniente. Il punto di pareggio di solito oscilla tra il 33% e il 50% del totale dell’energia consumata, a seconda delle condizioni contrattuali. In generale, un punto di pareggio più basso si traduce in un maggiore risparmio, poiché la differenza di prezzo tra la fascia 1 e le fasce 2-3 diventa più significativa.

Capire le differenze tra tariffa monoraria e bioraria e scegliere adeguatamente è importante. Ma a monte occorre prendere la giusta decisione per quel che riguarda il fornitore di energia.  

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