Differenza tra bolletta della luce per residenti e non residenti: cosa cambia?

Nei mesi autunnali e invernali è previsto un forte incremento delle bollette della luce, legato non solo all’aumento dei consumi, ma soprattutto alle impennate dei costi dell’energia. Rincari provocati, a loro volta, da quelli del gas nel mercato europeo in seguito all’invasione russa in Ucraina. È dunque importante sapere la differenza tra bolletta luce residente e non residente, per conoscere le condizioni economiche applicate e regolarsi di conseguenza. 

Cosa si intende per uso domestico?  

La differenza tra bolletta luce residente e non residente, ovvero tra prima e seconda casa, è stabilita dalla nuova tariffa TDNR, introdotta da ARERA attraverso la delibera 582/2015/R/eel. Le tariffe luce residenti e non oggi non seguono più la progressività dei costi in base ai consumi come avveniva prima della riforma del 2017. Ciò significa che, prima delle modifiche normative ricordate, si pagavano di più per le bollette della luce delle seconde abitazioni man mano che aumentavano i consumi. L’utenza era più cara in base alla quantità di elettricità utilizzata. Dal 2017, invece, la tariffa per il servizio luce include una parte di costi fissi e un’altra calcolata in base ai consumi. La prima è più cara per le utenze della luce per non residenti, o per le seconde case, a fronte di consumi relativamente bassi. La seconda tende a scendere con l’aumento dei consumi. 

Cosa cambia tra domestico residente e non residente?

Al di là della differenza tra bolletta luce residente e non residente, in generale quando si parla di utenze elettriche ci riferiamo all’abitazione o all’immobile a cui è associato un contratto per la fornitura di energia elettrica, sottoscritto tra una persona e il fornitore. L’utenza domestica è quell’utenza dove l’utilizzo dell’elettricità è destinato all’abitazione e ai locali annessi. È presente un contatore identificabile con un unico numero POD. L’utenza domestica, a sua volta, si distingue in due sottocategorie. L’utenza domestica residente è quella attiva nelle abitazioni in cui una persona vive. Quella non residente, invece, è relativa alle seconde case, dimore in cui la persona è proprietaria, ma non vi risiede. Sulla base della già citata delibera 582/2015/R/eel dell’ARERA la tariffa luce non residenti prevede costi maggiori rispetto a quelle per residenti, a parità di consumo. 

Quanto paga in più un non residente?

La differenza tra bolletta luce residente e non residente riguarda una parte degli importi relativi alla spesa per la materia energia, la parte relativa alla spesa per il trasporto e la gestione del contatore e alla spesa per oneri di sistema e per le imposte. A parità di consumi, la quota fissa della bolletta luce per i clienti non residenti prevede un costo fisso annuo di circa 135 euro. Questa somma è applicata anche alle case con un consumo elettrico basso o nullo, proprio perché è indipendente dall’energia utilizzata. Il costo di un kWh per non residente e residente viene fissato liberamente dai vari operatori attivi nel mercato libero dell’energia. Confronta le tariffe per la luce per non residente focalizzandoti sulla quota energia (€/kWh) che è l’unica parte variabile della tariffa ed è quella su cui si basa la concorrenza tra i vari fornitori. Ricorda che da oggi puoi rendere più semplice la tua esperienza di fornitura con le cariche mensili di wekiwi, start up digitale nata nel 2015 che opera interamente via web. Le cariche sono importi fatturati in anticipo e soggetti successivamente a conguaglio. In questo modo sarai consapevole dei tuoi effettivi consumi e potrai spendere il giusto!

Come intestare le utenze senza residenza?

Al netto della differenza tra bolletta luce residente e non residente, in via preliminare resta da capire come fare a intestare le utenze della luce se non si ha la residenza. La legge lo consente. In certi casi può essere una scelta necessaria anche se è poco vantaggiosa a livello economico. Mettiamo che si acquisti un secondo immobile, come una casa per le vacanze: bisogna realizzare la voltura o il subentro e attivare un contratto per l’energia elettrica non residente. Qual è la migliore tariffa luce non residente? Vai sul sito di wekiwi. Rispondendo a semplici domande, in pochi passaggi avrai un suggerimento sulla carica mensile per l’utenza della luce nella seconda casa calcolata in base alle tue esigenze. Sul sito trovi una sezione guidata con un tutorial per assisterti nella scelta a seconda della tipologia e dimensione degli alloggi e dei dispositivi di consumo presenti in casa (es. aria condizionata, acqua calda sanitaria, etc…).

Come attivare un contratto con un nuovo fornitore?

L’avvento del mercato libero energetico ha portato una ventata di novità per quanto concerne la sottoscrizione dei nuovi contratti. La maggior parte degli utenti, però, si sente sempre più disorientata, anche in vista dei forti rincari annunciati, dovuti alla situazione congiunturale. Ovviamente incide non poco la differenza tra bolletta luce residente e non residente. Per chiarirsi le idee occorre partire dalle basi del rapporto tra il cliente e il fornitore di luce scelto per avviare un nuovo contratto che dovrà sottostare alle leggi dello Stato. Essere informati sulla tariffa luce per residente e per non residente è essenziale. Ma è altrettanto importante godere di una procedura più agevole. La nostra start up wekiwi ha introdotto la gestione smart della componente energetica a partire dalla sottoscrizione del contratto fino al monitoraggio consapevole e all’ottimizzazione dei consumi. Scopri l’offerta più adatta a te e risparmia sulla bolletta della luce!  

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