Costo attivazione utenze: una guida completa

Sono in tanti a voler sapere di più su un argomento come il costo attivazione utenze. Prima di affrontarlo, per prima cosa occorre guardare le varie offerte proposte sul mercato libero e scegliere quella più conveniente per le proprie esigenze. È poi l’operatore che si occupa di contattare il distributore di zona. Quest’ultimo, a sua volta, attiverà il contatore dando inizio al contratto di fornitura. Al di là del costo attivazione utenze, poi, va detto che l’operazione varia lievemente nel caso in cui si tratti di impianti di energia elettrica o di gas naturale: nel secondo caso, infatti, sarà necessaria maggiore attenzione per la sicurezza. Scegliere bene la società fornitrice delle risorse è importante per poter contare su un servizio di qualità e per spendere il dovuto, senza eccessi né sprechi.

Quanto costa l’attivazione delle utenze?

Per avere un’idea del costo attivazione utenze si può fare riferimento a quanto concordato all’atto del contratto. Dopo aver accettato il preventivo il cliente-utente deve far avere alla società di fornitura di luce e gas tutti i documenti necessari affinché l’operatore possa procedere con l’allaccio e l’installazione dei contatori se si tratta di un’attivazione ex novo o comunque di una riattivazione del servizio nel caso di un subentro. Dunque rispetto a ciò che occorre sapere in merito all’attivazione utenze costi, bisogna ricordare che serve anche:

– la dichiarazione sulla regolarità urbanistica dell’immobile

– un titolo che attesti che il cliente è legittimamente proprietario dell’immobile o ne è in legittimo possesso. Oltre al pagamento delle spese di allacciamento e alla sottoscrizione dei contratti di fornitura potrebbe essere richiesto un pagamento extra come contributo di attivazione e potrebbero aggiungersi alcune spese amministrative, a discrezione del fornitore del libero mercato.

Quanto costa l’attivazione di luce e gas?

In merito ai costi attivazione utenze su un contatore che non è mai stato attivo, ecco quello che ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) spiega ai consumatori, nella sezione relativa del sito. Il costo della pratica dipende da quanto previsto nel singolo contratto con il fornitore scelto. Resta inteso che il distributore addebiterà comunque al venditore un contributo fisso per oneri amministrativi di 25,88 euro per la luce, 30 euro per il gas se il contatore arriva fino alla classe G6 e 45 euro per contatori più grandi.

Oltre all’attivazione utenze costi ci sono poi eventuali spese connesse alla sottoscrizione del contratto:

– imposta di bollo, se viene richiesto dalle leggi fiscali vigenti;

– eventuale deposito cauzionale o altra forma di garanzia, se previsti;

– per nuovi impianti, modificati o riconvertiti, le spese per l’accertamento di sicurezza.

Quanto costa la prima attivazione della luce?

Nell’ambito dei costi di attivazione utenze, un discorso a parte va fatto per la prima attivazione di un contatore dell’energia elettrica. Vanno sicuramente considerati:

– oneri amministrativi, di oltre 25 euro;

– marca da bollo da 16 euro;

– eventuale deposito cauzionale, che potrebbe non essere previsto se si sceglie la domiciliazione bancaria. Nel mercato libero il costo del contributo fisso è deciso dal fornitore ed è indicato sul contratto.

Per l’attivazione utenze i costi devono essere sostenuti anche nel caso di una voltura o di un subentro. La prima ipotesi si verifica quando ci si trasferisce in un’abitazione che per un certo tempo è stata disabitata e l’inquilino precedente aveva chiuso il contatore. Nella seconda eventualità, invece, non occorre aprire un nuovo contratto, ma bisogna cambiare intestatario.

È importante essere bene informati sul costo di attivazione delle utenze per l’energia elettrica e per il gas naturale. Prima ancora, è necessario poter contare su un valido fornitore dell’energia.

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