Il costo kwh dell’energia elettrica nel mercato libero e di maggior tutela

Costo del kWh : cos’è e perché è importante conoscerlo

Il costo dell’energia elettrica si misura in €/kWh (Euro/Kilowattora) ed è composto da un insieme di voci che vanno a determinare l’importo complessivo della bolletta, indipendentemente dal fatto che ci si affidi al mercato libero o a quello di maggior tutela. Il costo kWh è composto da una quota fissa, cioè non correlata ai consumi, e una variabile (quota energia), che dipende da quanti kWh vengono effettivamente consumati.

Nella prima confluiscono le spese fisse per il dispacciamento e la gestione commerciale; nella seconda, invece, rientra il prezzo dell’energia (comprensivo delle perdite di rete in misura del 10,4%) e la componente variabile degli oneri di dispacciamento e gestione del contatore. A questi si sommano le imposte e, soltanto per gli utenti del mercato tutelato, il prezzo di perequazione, che garantisce il pagamento delle spese effettivamente sostenute dal fornitore.

La quota energia, tuttavia, incide soltanto per il 48% sull’importo della bolletta, mentre il restante 52% è costituito da imposte, oneri e spese accessorie. La loro somma, cioè il costo complessivo del kWh, è il parametro fondamentale per la valutazione delle offerte luce, che in alcuni casi erroneamente vengono pubblicizzate facendo riferimento al prezzo della sola componente energia.

Il costo del kWh in regime di maggior tutela

Il costo del kWh nel mercato di maggior tutela è fissato a cadenza trimestrale dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti, meglio nota come ARERA.

Nel mercato tutelato, così come in quello libero, si può scegliere tra la tariffa monoraria, che prevede lo stesso costo per tutto l’arco della giornata e della settimana, oppure quella bioraria, suddivisa in due fasce: una più cara, compresa tra le 8:00 e le 20:00 dei giorni feriali e una più conveniente, attiva durante il weekend e nelle ore notturne. Le tariffe, inoltre, aumentano in relazione alla potenza del contatore, che per quanto concerne le utenze domestiche può essere di 3, 4,5 o 6 kW.

La differenza tra il servizio tutelato e il mercato libero risiede invece nella supervisione di un ente statale che ogni 3 mesi aggiorna il prezzo dell’energia in funzione del costo della materia prima.
Attualmente, il costo medio del kWh per i residenti in regime tutelato è di 0,1989 €/kWh. Tuttavia, è doveroso ricordare che il servizio di maggior tutela verrà abolito a partire dal mese di luglio del 2020. Pertanto, le utenze attualmente legate a questo tipo di contratto dovranno necessariamente passare al libero mercato entro tale data.

Il costo del kWh nel mercato libero

In regime di libero mercato il prezzo dell’energia viene fissato dai fornitori e dipende anche dalle dinamiche di concorrenza, per le quali risulta mediamente più basso del 10% rispetto al servizio di maggior tutela. In tale regime, l’utente può sottoscrivere un contratto a prezzo fisso o variabile con tariffa bioraria o monoraria. Il primo, in genere, permette bloccare il prezzo della componente energia per periodo di 12 o 24 mesi, mentre il secondo è regolato dal costo del kWh all’ingrosso e dalla concorrenza.

Attualmente, il prezzo medio del kWh sul mercato libero è di circa 0,0625 €/kWh per la sola componente energia, alla quale, oltre alle imposte, vanno sommati gli oneri di gestione e trasporto predisposti dai singoli fornitori.

L’andamento del prezzo dell’energia negli ultimi anni

Il prezzo dell’energia sul mercato italiano ha avuto un andamento altalenante negli ultimi anni. Secondo i dati raccolti dall’ARERA, infatti, il costo del kWh nel periodo 2013-2019 è stato influenzato dalle oscillazioni del petrolio e dalle importazioni di energia elettrica dall’estero, compensate (parzialmente) dall’incremento o dalla riduzione dei costi accessori e delle imposte.

Nel dettaglio, la voce più incisiva è sicuramente il costo della materia prima, che è sceso dagli 0,103 €/kWh del primo trimestre 2013 agli 0,075 del secondo trimestre 2016, per poi risalire in modo brusco fino alla soglia degli 0,12 €/kWh a fine 2018. Tale rialzo è stato influenzato principalmente dal calo delle importazioni di energia nucleare dalla Francia (-45% dal 2016), che ha provocato un aumento del PUN Energia (Prezzo Unico Nazionale) sulla Borsa Elettrica, ovvero sul mercato all’ingrosso. Un costo che, tuttavia, è tornato a scendere all’inizio del 2019 grazie ai ribassi del petrolio registrati al termine dello scorso anno, che hanno fatto diminuire il prezzo medio del kWh – comprensivo, cioè, di oneri e imposte – dalla soglia massima di 0,217 €/kWh di fine 2018 agli 0,198 dell’attuale trimestre.

Il prezzo del kWh in Europa e in Italia

Il costo dell’energia elettrica in ambito europeo è influenzato dai differenti livelli di tassazione presenti nei vari stati membri e dalle loro fonti di approvvigionamento. Prendendo come riferimento un’utenza domestica da 3 kW, con un consumo annuo compreso tra i 1000 e i 2500 kWh, secondo i dati Eurostat il costo medio del kWh in Europa nell’anno 2017 è stato di 0,227 kWh.

I prezzi più alti sono stati rilevati in Germania (0,336) e in Danimarca (0,326), mentre i più bassi si trovano in Bulgaria, dove un kilowattora costa soltanto 0,097 €. L’Italia, invece, si pone in perfetta media europea con i suoi 0,22 €/kWh, nonostante l’aggravio di una produzione elettrica basata principalmente sul gas naturale importato per il 90% dall’estero.

Bollette meno salate con il sistema a Carica Mensile di wekiwi

Come abbiamo visto, nel libero mercato gran parte dei costi in bolletta sono dovuti alle tariffe di commercializzazione e trasporto proposte dai singoli fornitori. Costi su cui incidono le obsolete politiche di vendita basate sull’intermediazione delle agenzie plurimandatarie e sulla fatturazione in acconto, poco trasparente e spesso causa di controversie.

Wekiwi, oltre a proporre delle tariffe convenienti con un margine ridotto rispetto al prezzo dell’energia all’ingrosso, si distingue dalla concorrenza proprio su tali questioni, che grazie alla fatturazione digitale con Carica Mensile risultano definitivamente superate. Questo sistema, infatti, elimina i costi d’intermediazione e riduce quelli di fatturazione attraverso la digitalizzazione delle procedure, garantendo la massima trasparenza e un maggiore risparmio. L’utente, in questo modo, può analizzare i propri consumi e programmare le spese in funzione di essi, pagando soltanto il prezzo dell’energia effettivamente consumata durante il mese.

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