Come spostare il contatore gas?

Contatore gas: cos’è e in quali circostanze viene richiesto lo spostamento

Lo spostamento del contatore del gas può rivelarsi necessario in diverse situazioni, prima fra tutte l’esecuzione di particolari lavori di ristrutturazione all’interno della casa. La realizzazione di appartamenti frazionati, in cui i vari spazi domestici vengono disposti in modo differente, è uno dei casi in cui spostare il contatore del gas diventa importante sia a livello di funzionalità che di estetica. Il contatore, infatti, nella sua posizione originaria potrebbe essere di intralcio o comunque non garantire la piena sicurezza a tutti gli occupanti della casa. Uno scenario diverso si verifica quanto è lo stesso fornitore del servizio a ritenere necessario lo spostamento, come nel caso di contatore non attivo nella posizione in cui si trova. La collocazione del contatore del gas potrebbe influire negativamente sul funzionamento dell’apparecchio oppure ostacolare la valutazione dei consumi in modo corretto.

Spostamento del contatore gas: cosa dice la legge

La legge prevede un iter ben preciso da rispettare nel caso in cui si desideri spostare il contatore del gas elettronico. La prima cosa da fare in questi casi è contattare il proprio fornitore del gas e presentare una regolare richiesta, fornendo eventualmente anche le motivazioni per cui si desidera procedere con lo spostamento. Al fornitore spetterà poi il compito di contattare il distributore della zona, che di fatto sarà l’esecutore materiale dello spostamento. Perché l’intera procedura sia eseguita in piena sicurezza e nel totale rispetto della normativa, è necessario che il distributore di gas sia a conoscenza del codice pdr del contatore, acronimo che sta per Punto di Riconsegna. Si tratta in altre parole di un codice univoco di identificazione, composto da 14 cifre, che fornisce l’esatta conoscenza della posizione fisica del contatore.

Quali sono i passi da seguire per spostare il contatore gas?

  1. Richiesta

Il primo step da compiere per spostare il contatore del gas è inoltrare specifica richiesta al gestore della propria fornitura gas. Il procedimento da seguire cambia leggermente a seconda che si tratti di un contatore attivo o non attivo. In particolare, se il dispositivo da spostare è un contatore non attivo, perché disattivato in precedenza per altri motivi, la richiesta non andrà presentata al fornitore, bensì al distributore della propria zona. Se invece l’utenza risulta normalmente attiva, sarà sufficiente rivolgersi direttamente alla società fornitrice di gas per avviare la pratica di spostamento del contatore. Per inoltrare la richiesta, sono disponibili diversi canali di comunicazione, sia con la ditta fornitrice che con quella responsabile della distribuzione del gas. L’utente può decidere pertanto di contattare il numero verde del servizio clienti, o di inviare richiesta tramite e-mail, fax o posta, o di recarsi direttamente presso gli sportelli fisici per interfacciarsi con un operatore. Qualunque sia il canale di comunicazione prescelto, è necessario fornire, insieme alla richiesta, una serie di documenti, quali:

  • codice pdr del contatore che si desidera spostare
  • indirizzo della fornitura del gas
  • indicazioni in merito alla nuova posizione del contatore
  • eventuali autorizzazioni necessarie in caso di lavori su parti in comune con altri proprietari
  • copia di un documento d’identità dell’intestatario della fornitura
  • contatto telefonico o e-mail del richiedente
  1. Sopralluogo

Il secondo step da compiere è il sopralluogo da parte del distributore, che dovrà valutare la possibilità concreta di poter eseguire lo spostamento del contatore del gas. Anche in questo caso, vi sono piccole differenze nella procedura di sopralluogo tra contatore attivo e non attivo. Nella prima evenienza la richiesta di appuntamento per eseguire il sopralluogo verrà inoltrata dal fornitore, mentre nella seconda dal distributore. In entrambi i casi sarà comunque un tecnico dell’impresa di distribuzione a presentarsi presso l’abitazione del richiedente il giorno prefissato. Durante il sopralluogo il tecnico è tenuto ad illustrare le operazioni da eseguire per lo spostamento del contatore gas e i costi relativi, oltre ai tempi complessivi ed alle autorizzazioni richieste.

  1. Preventivo

Il terzo step consiste nell’invio del preventivo per i lavori, il cui costo sarà del tutto a carico del cliente. L’Autorità competente stabilisce anche le tempistiche entro cui l’impresa distributrice di gas è tenuta ad inviare il preventivo al proprio cliente. In caso di lavori semplici, si parla di 15 giorni lavorativi, mentre se si tratta di operazioni tecniche più complesse, il termine massimo fissato è pari a 30 giorni lavorativi, a decorrere sempre dal momento del sopralluogo. Il preventivo presentato ha una durata di 3 mesi, durante i quali il cliente può decidere se accettarlo o meno, senza che gli si addebiti alcun costo. All’interno del preventivo vengono specificati anche i permessi necessari per dare inizio ai lavori.

  1. Accettazione

Il quarto step coincide con l’accettazione del preventivo ed il conseguente inizio dei lavori. Una volta comunicata la decisione di accettare il preventivo al fornitore in caso di utenza attiva, o al distributore in caso di contatore disattivato, si può procedere con il pagamento dell’importo previsto, in modo da fissare il giorno di avvio dei lavori di riposizionamento del contatore del gas. Solamente dopo il pagamento e i permessi forniti potrà essere stabilita una data per inizio lavori.

  1. Inizio lavori

Il quinto ed ultimo step è rappresentato dalle operazioni pratiche di spostamento del contatore del gas. L’Autorità preposta stabilisce i tempi massimi entro cui devono essere completate le procedure di ricollocazione del contatore gas. Il regolamento prevede un limite di 10 e di 60 giorni, a seconda se si tratti rispettivamente di lavori semplici o complessi. Nel caso in cui i tempi non vengono rispettati, si può richiedere un rimborso che varia in base ai giorni di ritardo: da 35 euro per i ritardi entro i 30 giorni, fino 105 euro per i ritardi oltre i 45 giorni.

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