Consumo del deumidificatore e i consigli sul risparmio energetico

Il deumidificatore domestico

L’umidità non è un’ospite gradita, soprattutto negli ambienti chiusi come quelli di casa. Oltre a creare situazioni sgradevoli a livello estetico come rigonfiamenti negli intonaci, macchie di muffa e ingiallimenti delle pareti, questo fenomeno non è così salubre per il benessere fisico delle persone. Ecco allora che per regolare il tasso di umidità in casa esiste un dispositivo eccezionale: il deumidificatore. Il deumidificatore domestico si occupa di deumidificare ovvero di asciugare l’aria, che diventando più secca non fa scaturire problemi di salute fisica come reumatismi ed allergia, ma anche di salute della casa, contenendo i problemi citati sopra. Grazie al deumidificatore, l’aria di casa è purificata e asciutta, pertanto, più salubre da respirare e da vivere; questo processo avviene in maniera semplicissima: l’aria della stanza viene aspirata attraverso una ventola e filtrata all’interno. Qui viene refrigerata e l’umidità sottratta viene dapprima condensata e poi collocata nel serbatoio.

Quanto consuma un deumidificatore?

Come abbiamo già detto, l’utilizzo di un deumidificatore è senza dubbio la scelta migliore in caso di umidità alta, sia in estate che in inverno. Va ovviamente sottolineato che è specialmente nella bella stagione che aumenta il tasso di umidità pertanto il dispositivo, con la sua funzione, secca l’aria abbassando di qualche grado la temperatura. Chiaramente il funzionamento del nostro apparecchio elettrico comporta dei costi. In che misura incide sulla bolletta, dipende dall’impiego che se ne fa e dal tipo di dispositivo usato. Per capire in maniera davvero tecnica il consumo energetico di un deumidificatore, usare un misuratore di consumo elettrico è una soluzione: questo dispositivo calcola l’elettricità emessa, inserendolo in una presa di corrente e collegandolo al nostro elettrodomestico. In questo modo, quantifica la potenza consumata in un determinato tempo. Diciamo comunque che, senza essere così tecnici, un deumidificatore domestico consuma indicativamente 300/350 Watt orari. Per risparmiare sui costi, è bene scegliere un deumidificatore smart di nuova generazione.

Scegliere un deumidificatore a basso consumo per un taglio ai costi

Per contenere il consumo di energia e quindi le spese in bolletta, è fondamentale la scelta del deumidificatore. Fortunatamente esistono moltissime proposte, di svariate fasce prezzo, tutte in classe A+++. Cosa significa? In primis, queste macchine consentono di ottimizzare l’utilizzo di corrente poiché impiegano tecnologie moderne tarate alla massimizzazione. In secondo luogo, sono dotate anche di impostazioni per cui si possono azionare per periodo di tempo preimpostato piuttosto che per fasce orarie, garantendo un taglio agli sprechi energetici. È possibile scegliere un deumidificatore a basso consumo tra i tanti presenti sul mercato, considerando le caratteristiche più adatte alla propria abitazione. Non tutti i deumidificatori sono uguali: ad esempio, alcuni hanno più potenza (adatti a spazi più ampi) e altri sono più compatti (migliori quindi in stanze più piccole).

Deumidificatore: quanto tenerlo acceso e come per contenere i consumi?

Ovviamente dopo aver scelto il deumidificatore più adatto alle proprie esigenze, è importante comprenderne l’utilizzo così da ottenere il meglio delle performance e le minori spese di consumo. Per prima cosa, appena acquistato e collocato in casa (ricordiamo che al fine della sua migliore prestazione, sarebbe bene lasciare il deumidificatore in aree centrali della stanza o comunque non adiacente ai muri), è buona norma lasciarlo in funzione per un giorno intero. Queste 24 ore, infatti, consentono di attivare una sorta di terapia d’urto all’interno della stanza. Questo shock garantisce un’aria sufficientemente secca per cui, nelle accensioni seguenti, il deumidificatore potrà restare acceso per un periodo non superiore alle tre ore. Per evitare un sovrautilizzo, è bene ricordarsi di ventilare e areare la casa nonché di evitare condense (soprattutto in bagno e in cucina).

Consuma di più un deumidificatore o un condizionatore?

Deumidificatore e condizionatore sono due dispositivi che, per quanto a primo impatto possano sembrare similare, sono in realtà molto differenti. Il deumidificatore riduce l’umidità nell’aria donando una sensazione di benessere mentre il condizionatore raffredda l’ambiente. Per generare l’effetto aria secca, il deumidificatore filtra e leva il surplus di umidità dall’ aria con un ciclo continuo, mentre per generare l’effetto freddo, il condizionatore rilascia umidità. Parlando meramente di costi, senza dubbio per il deumidificatore sono ridotti rispetto al condizionatore sin dal principio; avendo una meccanica più semplice, infatti, esso ha un costo d’acquisto più basso. Inoltre, il deumidificatore, come abbiamo ampiamente spiegato, ha una potenza inferiore a quella del condizionatore e il suo utilizzo non è così costante e continuativo: come abbiamo visto, bastano un paio di ore per mantenere l’aria secca mentre per assicurare le temperature accettabili quando fa molto caldo, il condizionatore deve funzionare in maniera costante. Senza dubbio quindi il consumo del deumidificatore è più ristretto di quello del condizionatore, seppur gli apparecchi di ultima generazione consentono di controllare gli sprechi di energia.

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