Il punto della situazione sull’andamento dei prezzi dell’energia e cosa fare

Crisi energetica e le cause dell’aumento dei prezzi

La crisi dei prezzi energetici è nota a tutti, abbiamo osservato incrementi mai visti prima per l’energia elettrica, il gas, la benzina. Questo fenomeno è legato ad una serie di fattori, che è sempre bene ricapitolare:

  • nel secondo semestre del 2021 diversi fenomeni avevano già fatto aumentare i prezzi del gas all’ingrosso fino a 10 volte rispetto ai valori storici: la primavera fredda del 2021 che aveva svuotato gli stoccaggi di gas, la forte ripresa della domanda asiatica che ha assorbito il gas via nave, il rinvio del nuovo gasdotto NorthStream2, l’avvio delle tensioni geopolitiche con la Russia. Già a fine anno 2021 il gas aveva toccato il prezzo astronomico di 180 euro/MWh mentre solo nel 2020 era intorno ai 10 euro/MWh;
  • dopodiché un mese fa circa è scoppiata la guerra tra Russia e Ucraina che ha riportato i gas ai massimi storici toccando addirittura i 300 euro/MWh.

È evidente che siamo ancora nel pieno di questa crisi dei prezzi, le tensioni in Ucraina sono ancora molto forti e l’incertezza regna sovrana sulle tempistiche di fine conflitto. Dunque, per il momento lo scenario non cambia. Il gas è molto importante anche perché una fetta significativa dell’energia elettrica si produce con gas e questo fa aumentare anche i prezzi dell’energia elettrica.

Possiamo però dire che è come se il mercato del gas si stesse abituando alla guerra, i quantitativi dalla Russia continuano ad arrivare senza interruzione ed è chiaro all’Europa che non si può fare a meno del gas russo ancora per un bel po’ di tempo.

I prezzi del gas all’ingrosso sul mercato europeo del TTF mostrano questa abitudine alla guerra in un certo senso:

Si osserva che il prezzo del gas dopo aver toccato livelli massimi (questo grafico mostra solo le quotazioni del mese di aprile 2022) a inizio conflitto ora è tornato verso quota 100 euro/MWh.

Si tratta sempre di un valore elevatissimo (5 volte o più superiore ai valori storici), ma quanto meno rientrato a valori pre-conflitto.

L’impegno di wekiwi

Per questo motivo Wekiwi già da qualche settimana aveva interrotto la proposta di prezzi fissi ai propri clienti finali, perché ritenevamo troppo elevate le quotazioni attuali e insostenibili per famiglie e imprese. L’aspettativa di un rientro di queste quotazioni si è mostrata corretta.

Anche ai clienti che hanno terminato il loro primo anno di fornitura a prezzo fisso, Wekiwi ha proposto contratti a prezzo variabile, proprio per evitare di fissare le nuove condizioni ai prezzi più alti di sempre.

Le aspettative sembrano andare in questa direzione: è possibile infatti, sempre su TTF, che il prossimo inverno il prezzo gas sia quotato intorno ai 90 euro/MWh e l’inverno seguente (23-24) sia quotato intorno ai 55 euro/MWh. Esiste dunque la possibilità che la situazione attuale permanga grave per un anno circa, per poi però mostrare un miglioramento.

È chiaro che si tratta di previsioni ed è sempre possibile sbagliarle. Un inasprimento della situazione, un conflitto più esteso, ad esempio, porterebbero ad ancora maggiore incertezza e a nuove fiammate dei prezzi. Dobbiamo augurarci che ciò non avvenga.

Cosa possono fare i clienti in un contesto del genere?

  • È complesso consigliare contratti luce e gas a prezzo fisso perché ci muoviamo, come detto, su valori di 5 o più volte più elevati rispetto alla normalità. Tali contratti andrebbero privilegiati se si è pessimisti sull’esito del conflitto Russia-Ucraina;
  • in alternativa un prezzo ancorato al mercato consente di osservare come evolve la situazione e sperare di cogliere situazioni migliorative nei prossimi mesi;
  • oppure si dovrebbero privilegiare contratti di lunga durata perché rappresenterebbero una media tra i prezzi di quest’anno, ancora alti, e i prezzi dell’anno prossimo attesi in discesa.

Bisogna però essere consapevoli che si tratta di un momento di forte incertezza.

I governi europei fortunatamente stanno intervenendo in aiuto dei consumatori, riducendo oneri generali e imposte. Questo darà un beneficio ulteriore alle bollette delle utenze domestiche e delle imprese.